È commedia briosa e colorata l’ultima fatica di Noah Baumbach (Greenberg, While We’re Young), un viaggio spericolato e senza cinture di sicurezza nella vita di Brooke.

mistress_america_posterIl primo semestre del college è appena iniziato per Tracy, eppure non sembra così eccitante vivere a New York: sa che si sta perdendo qualcosa, che non sta conducendo la vita spensierata ed eccitante che dovrebbe vivere una giovane donna nella Grande Mela. Al contrario della sorellastra. L’incontro con Brooke è come salire su un treno in corsa, e Tracy è presto trascinata in un viaggio attraverso la notte di New York e le sue luci, in un vortice di energia, spensieratezza e voglia di vivere ogni momento appieno. Brooke apre a Tracy un mondo di possibilità, di divertimento e sicurezza, in cui la ragazza cercherà sempre più di trovare posto e sopratutto di comprendere il frenetico mondo della sorellastra, e perché no, trarne ispirazione per un racconto.

Noah Baumbach non è nuovo a commedie che sotto la patina di arguti e vivaci momenti comici mostrano riflessioni non banali sul vivere. Brooke non vive propriamente alla giornata, non è una di quelle figure artistiche (o presunte tali) che inseguono un sogno o semplicemente non si preoccupano di nulla perché l’importante alla fine è vivere e basta, e farlo appieno. Brooke è piena di progetti, passioni, voglia di fare ed effettivamente qualcosa fa, ma non abbastanza. La vita la travolge perchè non la comprende: la migliore amica le ruba idee e ne fa un business, l’ex fidanzato la vede solo come una persona divertente ma destinata a non combinare nulla, i più la considerano una pazza isterica. E poi c’è Tracy, quasi specchio al giovanile di Brooke: 10 anni le separano, 10 anni che non hanno portato Brooke a trovare il suo posto nel mondo (“vorrei che vivessimo al tempo del feudalesimo, dove se eri contadino rimanevi contadino”) tanto desiderato quanto poco perseguito praticamente, nè Tracy a fare lo stesso. mistress america 1Con Brooke e Tracy (rispettivamente Greta Gerwig e Lola Kirke) Baumbach ci regala due personaggi femminili tanto divertenti e da schermo quanto palpabili: la studentessa alla prese con un mondo nuovo e con la spasmodica ricerca di un ruolo da assumere, perfino quello di spettatrice; la donna che cerca di sopravvivere in un mondo dove il denaro, il successo, la realizzazione personale sono fondamentali e da raggiungere rapidamente e con ogni mezzo, mentre lei naviga ancora nelle acque della passione e del genuino interessamento verso ogni aspetto del vivere, da realizzare attraverso un sempre entusiasta approccio alle occasioni che si presentano senza perseguirne una fino in fondo, attratta più dall’ideazione che dal successo delle stesse.

Davanti a questo non possiamo rimanere indifferenti e come Tracy si rimane affascinati da una donna così solare eppure così “ferita”. “L’ultima della sua specie”, la definirà Tracy, ricordandoci cosa stiamo perdendo, quale gioia rischiamo di non recuperare mai più nelle nostre vite.

mistress-america-2Una frizzante sceneggiatura (Baumbach e Gerwig) sorregge il film, seppur a tratti sembri quasi che si stia perdendo di vista il focus principale per indulgere in gag o aprire altre parentesi che un po’ deragliano dalla via principale. Dagli ambienti quasi familiari ma anche noiosi del college di Tracy, alle luci di Times Square, fino alla immacolata dimora di Mami Claire e consorte, troviamo veramente il cuore del film tanto nel disordine dell’appartamento ad uso commerciale di Brooke quanto nella polvere di un ristorante in costruzione.

Mistress America dimostra il grande pregio della commedia: si ride di gusto e in caso di voglia, si riflette.

Titolo originaleid.
RegiaNoah Baumbach
SceneggiaturaNoah Baumbach, Greta Gerwig
FotografiaSam Levy
MontaggioJennifer Lame
ScenografiaSam Lisenco
MusicaDean Wareham, Britta Phillip
CastGreta Gerwig, Lola Kirke, Matthew Swear, Jasmine Cephas-Jones, Heather Lind
ProduzioneRT Features
Anno2015
NazioneUSA
GenereCommedia
Durata84'
DistribuzioneFox Searchlight Pictures
Uscita14 aprile 2016