6 amici si ritrovano ogni sera a chiaccherare, cazzeggiare, amoreggiare tra di loro. Non in un bar ma in chat, su Skype. Lo fanno quasi ogni sera anche questa, in cui ricorre l’anniversario della morte per suicidio di una loro amica, nonchè compagna di classe: Laura Barns. Peccato che nella loro chat di gruppo, proprio questa sera appare un ospite misterioso, sconosciuto, autoinvitatosi alla riunione ed impossibile da bannare, eliminare, bloccare, reportare.
Chi si nasconde dietro quell’immagine asettica, non è noto; l’account di quel profilo è però della defunta Laura Barns che sembra tornata dall’oltretomba per farsi giustizia dei suoi passati aguzzini.unfriended-poster

Questo in breve la trama di Unfriended, un piccolo horror la cui novità risiede non nella trama da film de paura (carne fresca da mandare al macello nel modo più originale o imprevedibile che si possa pensare) ma nella sua realizzazione. Lo spettatore entra nella vita dei sei protagonisti attraverso lo schermo di un computer, il monitor di una dei sei che interagisce con il gruppo via chat, cellulari, Facebook, Skype, Youtube, Instgram e qualsiasi altra diavoleria social vi possa venire in mente. Utilizzando i potenti mezzi di un Imac, il regista Levan Gabriadze costruisce un originale horror calato perfettamente nella quotidianità dei nostri giorni, sfruttando al massimo la fonte di paura più potente che si possa immaginare: il fuoricampo.

La fonte del pericolo rimane continuamente celata; interagisce con i protagonisti ma non viene mai mostrata se non per gli effetti che questa produce sugli astanti. Se sospendete la verosimiglianza, che in un film horror è necessaria come la cipolla nella carbonara (vero Cracco?), la carica di suspence raggiunge punte di buona fattura che cattura l’attenzione di uno spettatore in cerca di emozioni. Sullo sfondo rimane, ma non troppo, l’ombra dei pericoli che una società telematica come quella di oggi può produrre con il monito che ciò che oggi appare in rete, vi rimarrà per sempre. Ed è la dura lezione che i protagonisti di questa pellicola subiranno sulla loro pelle, cadendo uno dopo l’altro “come foglie sugli alberi d’autunno.”

Titolo originaleid.
RegiaLevan Gabriadze
SceneggiaturaNelson Greaves
FotografiaAdam Sidman
MontaggioParker Laramie
ScenografiaHeidi Koleto
CostumiVeronica Belenikina
CastHeather Sossaman, Matthew Bohrer, Renee Olstead, Shelley Hennig, William Peltz, Jacob Wysocki, Courtney Halverson
ProduzioneBazelevs Production, Blumhouse Productions
Anno2015
NazioneUSA
GenereHorror
Durata84'
DistribuzioneUniversal Pictures
Uscita18 giugno 2015