Il diabolico barbiere di Fleet Street è sbarcato a Roma, con la sua valigia piena di rancore e una voglia inesauribile di vendetta. Il suo nome è Sweeney Todd, proveniente dalla colonia penale dell’Australia in cui è stato confinato per quindici anni a causa di un delitto mai commesso. Perduta la moglie, è in cerca della figlia adottata dal suo peggior nemico, il giudice Turpin con l’appoggio del fido vassallo l’ufficiale Bearle Bamford. E’ un Mr Hyde tenuto in vita da una rabbia troppo a lungo repressa, mentre il suo dottor Jekyll, Benjamin Barker era un bellissimo giovane, un artista con la lama, uno stimato e benvoluto barbiere.

Il musical targato 1979 con le musiche ed i testi di Stephen Sondheim ed il libretto di Hugh Wheleer, dopo l’omonimo film di Tim Burton con Johnny Depp ed Helena Bonham-Carter, giunge finalmente in Italia con il coinvolgente ed intelligente allestimento di Marco Simeoli, nella versione italiana di Andrea Ascari, i movimenti coreografici di Fabrizio Angelini e la direzione musicale di Enrico Arias, che ha adattato la partitura originale per il piano di Francesco Ricci, il contrabbasso di Andrea Veneziani e le percussioni di Tania Polla.

Siamo calati nelle atmosfere malsane e corrotte della Londra del 1846, grazie agli ottimi costumi di Andrea Croci mentre una scenografia modulare ed essenziale ricostruisce i diversi ambienti della vicenda, creando movimento scenico e spingendo lo spettatore al centro degli avvenimenti e nel cuore delle passioni umane e “dis-umane” che le animano. Le scene cambiano davanti agli occhi degli spettatori con movimenti precisi e funzionali, i corpi sgozzati degli avventori del “Diabolico” scivolano dalla sedia del barbiere direttamente dentro il forno in cui le loro carni vengono cotte per i tortini della signora Lovett, complice ed amante.

Ma a brillare in questa produzione realizzata in collaborazione con la Bernstein School of Musical Theatre di Bologna con la direzione di Shawna Farrell, sono gli interpreti, nomi sconosciuti al grande pubblico ma dotati di un chiaro e cristallino talento. Un recitato vissuto con passione si accompagna al cantato su partiture assolutamente non facili, piene di variazioni vocali con cui fare i conti, ma dalle quali l’intero cast ne esce con il massimo dei voti, senza eccezione. Difficile non essere coinvolti dalla sanguigna interpretazione di Andrea Croci (Sweeney Todd) in cui potenza vocale e presenza scenica costituiscono uno dei punti di forza dello spettacolo. Impossibile non essere conquistati dalla verve trascinante di Federica Ugolini nei panni di Mrs Lovett, a cui sono affidati diversi momenti “light” dello spettacolo. I loro duetti sono perle di complicità ed affiatamento.

Ma sarebbe delittuoso non citare il resto del cast principale (9 i ruoli da protagonista) con Edoardo Luttazzi, Elena Pelazza, Francesca Risoli, Gian Luca Spatti, Giuliano Costi, Marco Romano e Lalo Cibelli, tutti calati in un ensemble coinvolgente ed a tratti entusiasmante, grazie anche all’uso “verdiano” di un coro, composto da ben 20 elementi, che commenta, partecipa, emoziona e movimenta la scena, coreografandola.

Uno spettacolo che dimostra che c’è una via italiana al musical, che non si basa sul grande nome di richiamo televisivo come troppo spesso accade ma che punta sul talento, su idee di messinscena che non richiedono grandi budget ma inventiva, fantasia e creatività.

“In questo allestimento, ho cercato – racconta il regista Simeoli – nel rispetto della partitura originale, sulla scia della nostra tradizione teatrale e del grande insegnamento di Bertold Brecht sull’epicità del teatro, di raccontare ed evidenziare la forte teatralità delle situazioni e dei personaggi attraverso la ricerca assoluta della loro verità. Spingendosi, laddove il testo lo suggeriva, anche su registri da opera buffa. Raccontare una storia di ingiustizia e crudeltà, nella maniera più lineare e chiara, in modo che il pubblico ne resti rapito e affascinato.” Obiettivo centrato, a giudicare dalla reazione entusiasta del pubblico. Sweeney Todd rimarrà in scena fino al 26 ottobre 2008 al Teatro SalaUno di Roma. Sarebbe un delitto perderlo

Titoloid.
AutoreStephen Sondheim
AdattamentoAndrea Ascari
RegiaMarco Simeoli
MusicheStephen Sondheim
SceneBSMT Bologna, Pietro Ceccarelli
CostumiAndrea Croci, Giuliana Bellagamba
CoreografieFabrizio Angelini
LuciGerardo Buzzanca
InterpretiAndrea Croci, Federica Ugolini, Edoardo Luttazzi, Elena Pelazza, Francesca Risoli, Gian Luca Spatti, Giuliano Costi, Marco Romano, Lalo Cibelli
Durata125'
ProduzioneUno, Nessuno e Centomila, Bernstein School of Musical Theatre
Anno2008
Generemusical
Applausi del pubblicoA scena aperta
CompagniaBernstein School of Musical Theatre
In scenaOttobre 2008 alla Sala Uno di Roma