hitchcock locL’ossessione di un uomo: la bionda algida; il timore dell’abbandono; la gelosia. L’ossessione di un regista “genio”: un film che nessuno vuole produrre; evitare la ripetitività di un modello di successo; il pericolo del fallimento. Queste sono le ossessioni di Sir Alfred Hitchcock come vengono dipinte a tinte fosche nella pellicola tratta dal libro di Stephen Rebello: Hitchcock, L’incredibile storia di Psycho.

Si perchè le ossessioni del Maestro della suspense sono riassunte in un arco di tempo molto preciso, il 1959, periodo in cui Hitch – come amava farsi chiamare da amici e collaboratori più intimi – reduce dal successo di Intrigo Internazionale è alla ricerca di un nuovo soggetto per il suo prossimo film. Con l’incubo di apparire ancora un Maestro, ma sul viale del tramonto; con la Paramount a chiedere un film blockbuster alla Intrigo Internazionale; con la fedele collaboratrice e moglie Alma Reville impegnata su un progetto autonomo per uscire dal cono d’ombra ingombrante del marito, Hitch si innamora di una storia violenta, nera come l’inchiostro, una storia infilmabile a detta di tutti… ma non da lui o forse proprio per questo. Trattansi di un oscuro romanzo della scrittore Robert Bloch, intitolato Psycho. La storia del serial killer Ed Gein, del suo rapporto morboso con la madre, l’assassinio di più di 37 donne, del loro smembramento, dell’utilizzo di parte anatomiche a decorare la casa dell’orrore in cui viveva, diventa l’ossessione più grande per il maestro. E noi con lui veniamo accompagnati dallo stesso Gein, novello Virgilio di dantesca memoria, all’interno dell’oscurità delle sue ossessioni a metà strada tra finzione e realtà, commedia e orrore come si caratterizza la filmografia del grande regista.

hitchcock 01Il film ci racconta un Hitch inedito agli occhi dei più, accompagnandoci dentro la Hollywood di un tempo in cui non è difficile scorgere in controluce i meccanismi produttivi ed industriali di quella odierna. Un viaggio nel tempo, dentro la genesi di quello che sarà uno dei più grandi successi commerciali del Maestro (che per produrlo lui stesso dovette impegnarsi la villa, e per il quale non conobbe la soddisfazione di un premio Oscar, mai avuto nella sua carriera fatta eccezione per un repentino “alla carriera” ricevuto nel 1979 pochi anni prima della sua morte), per incontrare con grande aderenza fisica e psicologia ai personaggi le donne protagoniste del film come Vera Miles e Janet Leigh ed un giovane, impacciato, ossessivo Anthony Perkins nel ruolo del protagonista.

hitchcock 02Ma l’aspetto più interessante è il rapporto tra il maestro e la moglie/collaboratrice/amica Alma, un rapporto di amore/odio, collaborazione/competizione, luce/ombra a cui Anthony Hopkins (Hitch) ed Helen Mirren (Alma) donano un’emotività che colpisce al cuore generando un’inaspettata emozione proprio lì dove non te lo aspetti.
Un film che si apre e chiude con due sequenze visivamente molto simili (le prime di due film di successo), ma emotivamente assai diverse, frutto di un percorso emozionale vissuto e consumato in compagnia dello spettatore, che esce dalla sala con la netta convinzione non solo di aver assistito, ma di aver fatto parte di un pezzo di storia del cinema.

Titolo originaleid.
RegiaSacha Gervasi
SceneggiaturaJohn J. McLaughlin, Stephen Rebello
FotografiaJeff Cronenweth
MontaggioPamela Martin
ScenografiaJudy Becker
CostumiJulie Weiss
MusicaDanny Elfman
CastScarlett Johansson, Jessica Biel, Anthony Hopkins, Michael Stuhlbarg, Helen Mirren, Toni Collette, Ralph Macchio, Danny Huston, James D'Arcy, Michael Wincott
ProduzioneMontecito Picture Company, The, Fox Searchlight Pictures
Anno2012
NazioneUSA
GenereDrammatico
Durata98'
Distribuzione20th Century Fox
Uscita04 aprile 2013