Lui è un cameriere d’albergo italiano, Fausto. Lei è un aspirante modella non troppo convinta, Nadine. Si incontrano sul tetto di un grande albergo del centro di Parigi. E’ la scintilla: immediata, folgorante, irrazionale per lui; silenziosa, timorosa, strisciante per lei.

Ma il destino non sembra sorridere loro. Lui viene arrestato ed incarcerato per due anni. La scintilla risplenderà ancora dopo questa separazione? E’ solo il primo degli ostacoli che si opporranno alla storia d’amore dei due che da Parigi si trascinerà nella Milano da bere dell’alta finanza e della moda e che come una grande giostra si concluderà con un secondo momento di separazione dal finale aperto si, ma ottimista.alaska-poster

“Ti basta la vita che abbiamo, Nadine? a me non basta” urla Fausto. La via di fuga da una vita di sopravvivenza è appunto Alaska, una discoteca di cui Fausto diverrà socio e che costituirà da una parte la rampa di lancio lavorativa per il giocane italiano, nonchè un peso insostenibile ed asfissiante per Nadine. I due si lasceranno, si rincontreranno, si divideranno ed infine riuniranno in un percorso ad ostacoli inverosimile per la frequenza delle sfighe che capitano ai due, tanto da far sembrare la storia di Romeo e Giulietta, una commedia a lieto fine.

Vita, morte, paura, speranza, sogni, ambizione, odio, amore, dolore, inganno, amicizia. Sono gli ingredienti di un film ab-norme, barocco per contenuti tanto da non riuscire a svilupparli tutti in maniera adeguata, che si avvale della magistrale interpretazione dei due protagonisti come Elio Germano (una non notizia oramai) e Astrid Berges-Frisbey (una rivelazione).

Alaska segna il terzo film del regista Claudio Cupellini dopo il delicato Lezioni di cioccolato e il riuscitissimo Una vita tranquilla, che come in Alaska racconta la storia di una redenzione in terra straniera, di italiani non troppo brava gente, in cerca di riscatto. Ma al contrario della pellicola con Toni Servillo, quest’ultimo pecca di presunzione per la troppa carne al fuoco messa; parte con altissime ambizioni che si perdono per strada in un melò pieno di pathos che a volte rischia, scivolando, il patetismo.

Titolo originaleid.
RegiaClaudio Cupellini
SceneggiaturaClaudio Cupellini, Filippo Gravino, Guido Iuculano
FotografiaGergely Pohárnok
MontaggioGiuseppe Trepiccione
MusicaPasquale Catalano
CastElio Germano, Astrid Berges-Frisbey, Valerio Binasco, Marco D'Amore, Elena Radonicich, Roschdy Zem, Paolo Pierobon, Pino Colizzi, Antoine Oppenheim
ProduzioneIndiana Production Company, con Rai Cinema in coproduzione con la francese 247 Films
Anno2015
NazioneItalia, Francia
GenereDrammatico
Durata122'
Distribuzione01 Distribution
Uscita05 novembre 2015