Una scena

Difficile restare indifferenti, impossibile non sentire un moto di stizza che cresce e aumenta fino ad esplodere interiormente durante il monologo finale. Catarina e a beleza de matar fascistas, premio UBU 2022 per il miglior spettacolo straniero è un testo che non può (e non vuole) lasciare indifferenti. E l’autore, il portoghese Tiago Rodrigues (Amadora, 1977), uno dei maggiori registi e autori degli ultimi anni e da quest’anno alla testa del Festival di Avignone, lo sa perfettamente.

Il testo s’ispira a una vicenda storica, divenuta simbolo del movimento di resistenza contro il regime di Salazar: 19 maggio 1954, Beleizão, una piccola cittadina nel sud del Portogallo durante la dittatura di Salazar. Catarina Eufémia, bracciante analfabeta alla guida della rivolta per l’aumento salariale, viene uccisa dalla Guarda Nacional Republicana. Catarina ha 26 anni e lascia tre figli.

La Catarina di Tiago Rodrigues vive in un futuro prossimo, è giovane, vegana, ribelle e fa parte di una famiglia che da quello storico giorno di maggio, per onorare la memoria di Catarina Eufémia, rinnova ogni anno l’esecuzione rituale di un fascista, perpetrando di generazione in generazione la stessa reazione alla violenza originaria. Tutto è pronto. La tavola è imbandita, il gruppo di famiglia riunito, il fascista rapito in attesa di esecuzione, ma Catarina, la prescelta, è colta dal dubbio e non riesce a sparare, scatenando un confronto serrato su violenza, vendetta, responsabilità individuale, autoritarismo, democrazia.  Si domanda (e domanda al pubblico): «È lecito usare la violenza per costruire un mondo migliore? Si possono violare le regole della democrazia con la scusa di difenderla?».

Una scena

Una macchina perfetta, tra attori, testo e messa in scena, prende forma sul palcoscenico e nulla, niente e nessuno può distrarre lo spettatore, nemmeno la durata assolutamente funzionale dello spettacolo. Attraverso la maieutica scevra di giudizi Rodrigues porta il pubblico a chiedersi se sia realtà o finzione. Tanto che persino il monologo a 40 minuti dalla fine dello spettacolo del fascista liberato, trasforma il dilemma a più voci in un comizio dal meccanismo retorico impeccabile: Rodrigues lo ha scritto attraverso un meticoloso lavoro di montaggio dei “discorsi della vittoria” pronunciati in questi anni da Salvini, Le Pen, Bolsonaro, Ventura, Trump, Orban… Fine. Applausi. E il pubblico resta solo con la sua coscienza, a riflettere o a dubitare.

TitoloCatarina e a beleza de matar fascistas - Catarina e la bellezza di ammazzare fascisti
AutoreTiago Rodrigues
RegiaTiago Rodrigues
MusichePedro Costa
SceneF. Ribeiro
CostumiJosé António Tenente
SuonoPedro Costa
CoreografieSofia Dias, Vítor Roriz
LuciNuno Meira
InterpretiIsabel Abreu, António Afonso Parra, Romeu Costa, António Fonseca, Beatriz Maia, Marco Mendonça, Carolina Passos Sousa, Rui M. Silva
Durata150'
ProduzioneFestival d’Avignon e Teatro Nacional D. Maria II (Lisbona)
Anno2020
In scena30 giugno 2023 ore 20:00 Teatro Piccolo Arsenale La Biennale Teatro