Si terrà a Roma, a Villa Bonelli, dal 21 settembre all’11 ottobre la quarta edizione di Sciapitò, progetto realizzato con il contributo della Regione Lazio e il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo e vincitore dell’Avviso Pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro – Anno 2026 promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, in collaborazione con SIAE. Affianca Sciapitò un altro progetto, Avamposto Bonelli, giunto alla seconda edizione, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura, realizzato con il contributo di Regione Lazio.

“Con questa quarta edizione di Sciapitò e con la seconda di Avamposto Bonelli abbiamo scelto un programma che nasce soprattutto da quello che abbiamo imparato in questi anni, frequentando il territorio dell’undicesimo municipio e conoscendo il suo pubblico – afferma il direttore artistico Dario Aggioli –  Per questo non troverete solo novità: molti di questi spettacoli li abbiamo visti, li conosciamo, e immaginiamo siano adatti al pubblico che abbiamo incontrato in questi anni. Perché questo festival nasce proprio per raggiungere chi un teatro non ce l’ha vicino: montiamo un tendone e lo portiamo noi, lì dove serve. Il cartellone tiene insieme il varietà circense di Petit Cabaret 1924, la comicità di Marlon Banda, la giovinezza di Beiricordi Show, la classe di Frosini/Timpano, la scrittura di Andrea Cosentino e Ascanio Celestini, le storie di Talarico, Businaro, Solfiti e Berardi/Casolari,  fino a uno spettacolo pensato apposta per le famiglie. È un festival che si costruisce ogni anno un po’ di più, insieme a chi lo segue”.

Apre il festival, lunedì 21 e martedì 22 settembre alle ore 19 per Avamposto Bonelli, Pulp-Ami, originale opera metateatrale nata dal progetto grafico di Dario Pelliccia e scritta e diretta da Dario Aggioli che scava con ironia e ferocia nei labirinti della creazione artistica. La trama ruota intorno a un testo incompiuto, lasciato a metà dall’autore a causa dell’amore non corrisposto verso l’attrice protagonista, rimasta chiusa nel camerino. Tra le mura del teatro si accende così un bizzarro dialogo a distanza tra la stessa interprete e il personaggio femminile da lei interpretato. Nel tentativo di finire il copione, entrambe  cercheranno di scavare nella memoria alla ricerca di una finzione rassicurante in cui potersi rifugiare ma questo viaggio nei ricordi le metterà di fronte a una realtà dolorosa e spiazzante.

Il circo contemporaneo troverà spazio mercoledì 23 settembre alle ore 20,30 in Generazione fortuna. Scritto e interpretato da Romeo Mattia Zanaboni e Stefano Papia lo spettacolo prende il via da un imprevisto ritardo ferroviario che catapulta i due protagonisti in un’avventura surreale all’interno di un game show televisivo, che li porta ad affrontare prove grottesche e sfide al limite dell’assurdo. Tra numeri di alta giocoleria, tecniche acrobatiche, clownerie e l’uso spettacolare della ruota Cyr la performance azzera la distanza con il pubblico attraverso un gioco corale che trasforma l’imprevisto in un invito a riscoprire il valore dell’amicizia. Giovedì 24 settembre alle ore 20,30 Casa mia – meglio nascere fortunati che ricchi, scritto e interpretato da Pietro Maccabei con musiche dal vivo di Daniel Santantonio, racconto intimo e personale che si trasforma in un affresco corale. Attraverso una galleria di ricordi privati e brevi storie, spesso venate di tagliente ironia, lo spettacolo accompagna lo spettatore a rivivere un momento delicato e cruciale come la fine dell’infanzia. I siparietti tra nonna e padre, la musica, le canzoni, la figura di Berlinguer e il Comunismo si intrecciano alla certezza, radicata in tutti noi, che tra le mura domestiche nulla di male possa accadere. Sul palco Pietro Maccabei, giovane attore di talento che dal 2024 fa parte del cast artistico di Fratelli di Crozza, programma in onda su NOVE. Venerdì 25 settembre, alle ore 20, 30 va in scena La cantautrice fantasma, uno spettacolo di e con Ivan Talarico (volto noto grazie a Viva Rai2, Via dei matti n.0 e voce di Radio Rai 3). Partendo dal fortunato ritrovamento di un libro raro, Talarico ricostruisce la storia incredibile di una misteriosa artista, vera autrice di grandissimi successi poi plagiati dai giganti della musica italiana, da Modugno a Conte, fino al ritiro dalle scene. Lo spettacolo si trasforma così in un’indagine ironica e profonda sull’autoralità e i  meccanismi creativi, intrecciando la biografia della misteriosa cantautrice a figure come i Beatles, Jorge Luis Borges, Shakespeare. Un viaggio che, nell’era dell’intelligenza artificiale, si interroga su una domanda attualissima: chi è il vero autore dell’opera?

Sabato 26 settembre, alle  ore 20,30 è il momento di Apocalisse tascabile, pluripremiato spettacolo scritto, diretto e interpretato da  Niccolò Fettarappa Sandri, artista associato al Piccolo Teatro di Milano, e Lorenzo Guerrieri. Senza alcun preavviso, Dio compare in un supermercato della periferia romana per annunciare la fine del mondo, ma l’unico ad ascoltarlo è un giovanotto svogliato e sfibrato, eletto suo malgrado profeta della fine dei tempi. Accompagnato da un angelo dell’Apocalisse decisamente pigro, il giovane apostolo cercherà di svegliare una città già rassegnata alla propria quotidiana estinzione. Un’opera ironica e dissacrante, resa accessibile a tutti grazie al servizio di audio descrizione per non vedenti e ipovedenti. Alle 19, domenica 27 settembre per la sezione Avamposto Bonelli in scena Carne, irriverente spettacolo firmato dall’acclamata compagnia Frosini / Timpano, basato sulla drammaturgia di Fabio Massimo Franceschelli e impreziosito dal disegno sonoro di Ivan Talarico. Sul palco lei, vegetariana, e lui, inguaribile carnivoro, si scontrano in un ritmico alternarsi di dialoghi comici e buffi monologhi che, partendo dalla questione animalista, esplorano i confini etici della mercificazione, del sangue e della sacralità della materia di cui siamo fatti, un’opera potente che mette in discussione le nostre certezze. Ancora Avamposto Bonelli ospita, lunedì 28 settembre alle ore 19, Bei ricordi show, format di varietà curato da Marcello Caporiccio, Silvia Ignoto, Emma Quartullo. Nato a Roma nel 2022, questo spettacolo dal vivo è un concentrato di energia che unisce intrattenimento, teatro e musica per dare voce ai migliori talenti under 35. Ogni edizione mescola con ritmo performance teatrali originali e coinvolgenti momenti di musica live, con l’obiettivo di abbattere la barriera tra palco e platea e creare un’autentica condivisione con il pubblico.

Martedì 29 settembre alle ore 17 e alle 19 è il momento della comicità all’ Avamposto Bonelli con Marlonbanda, uno spettacolo travolgente con Piero Ricciardi, Enrico Marconi, Luciano Pastori, Giulio Maschio. Nata a Roma nel 2014 dall’esperienza  di tre dei suoi componenti come clown dottori per  “Soccorso Clown”, la compagnia fonde musica, teatro fisico, giocoleria e cabaret in un linguaggio originale. Sul palco, tra un sax, un ukulele, una tromba e una batteria, i quattro eccentrici artisti trascinano il pubblico in un viaggio esilarante in continua evoluzione, dove l’alta qualità musicale sposa un’energia comica contagiosa capace di conquistare spettatori di tutte le età. A seguire, alle  20,30, Paradiso di tenebre, firmato e interpretato da Gianfranco Berardi (Premio Ubu come miglior attore nel 2018) e Gabriella Casolari. Lo spettacolo celebra vent’anni di unione artistica del duo, trasformando la cecità in un potente strumento di rivoluzione e rinascita teatrale. Attraverso aneddoti esilaranti e passaggi tragici, il racconto si muove in equilibrio tra pubblico e privato, incastonando monologhi tratti dai loro lavori storici come Briganti e Amleto take away, lanciando un messaggio di speranza universale, la dimostrazione che anche dalle tenebre più fitte può nascere il paradiso. Mercoledì 30 settembre, alle ore 20,30, protagonista della serata sarà Ascanio Celestini, pluripremiato maestro del teatro di narrazione e volto noto in tv per i suoi monologhi a Parla con me, firma e interpreta  Radio Clandestina – Roma, le Fosse Ardeatine, la Memoria. Scritto a partire dal libro di Alessandro Portelli “L’ordine è già stato eseguito”, vincitore del Premio Viareggio e basato su circa 200 interviste, lo spettacolo porta in scena non solo le poche ore intercorse tra l’attacco partigiano in via Rasella del 23 marzo 19434 e la feroce rappresaglia nazista, ma anche la storia viva di un’intera città. Celestini smonta la menzogna storica secondo cui i tedeschi avrebbero pubblicato un ultimatum prima di uccidere le 355 vittime e, attraverso la memoria orale, rievoca le leggi razziste e il dopoguerra, dando voce ai figli e ai nipoti di chi ha vissuto il dramma. Radio Clandestina, che debuttò venti anni fa nell’ex carcere nazista di via Tasso, contunuia oggi a far risuonare quelle voci in modo diretto e pronfondo. Il giorno successivo, 1 ottobre alle 20, 30, il collettivo Bus14, con la regia di Alessandro Businaro e l’interpretazione di Tano Morgelli, porta in scena 35040, spettacolo che prende il titolo dal codice postale di Villa Estense, paese d’origine del regista. La drammaturgia di Stefano Fortin trasforma la traccia autobiografica in una riflessione collettiva sul concetto dell’abitare e sul valore della memoria condivisa grazie a una performance partecipativa in cui gli spettatori, guidati da testimonianze incrociate e planimetrie, azzerano la distanza con la scena. L’opera unisce quindi indagine sociologica e pratica teatrale, trasformando una storia familiare in una specchio universale sul significato di casa. Andrea Cosentino, attore e drammaturgo, vincitore del premio speciale Ubu 2018 per la sua capacità di destrutturare il linguaggio scenico tra ironia sferzante, teatro d’attore e performance d’avanguardia, sarà in scena il 2 ottobre alle 20,30 con Primi passi sulla luna, spettacolo che prende il via dall’allunaggio del 1969 per esplorare un universo surreale di sosia, complotti e icone mediatiche e riflettere su un’epoca in cui la verità coincide con la rappresentazione. Al centro della scena si apre un racconto intimo e struggente, incentrato sulla paternità e sulla fragilità dell’infanzia.

Il 3 ottobre, alle 20,30 è il momento di I 4 desideri di Santu Martinu, diretta e interpretata da  Dario De Luca, pluripremiato regista e co fondatore di Scena Verticale, compagnia più volte vincitrice del Premio Ubu. Lo spettacolo trae spunto dai fabliaux medievali francesi per dare vita a una favola boccaccesca sull’eros, raccontando in dialetto la storia surreale di un pastore e di sua moglie. Accompagnata dalle sonorizzazioni elettroacustiche dal vivo di Gianfranco De Franco, la narrazione si sviluppa con un ritmo comico travolgente, dissacrante e goliardico. Lontano da ogni volgarità fine a se stessa, lo spettacolo celebra la potenza liberatoria e satirica della letteratura popolare. Attraverso i giochi dell’assurdo e la sensibilità scenica di De Luca, l’opera trasforma un archetipo antico in una riflessione acuta sulle nostre fragilità. Dedicato ai bambini dai 3 anni, il 4 ottobre alle ore 18, L’Ottomotolo e altre creature fantastiche è uno spettacolo di burattini e puppets artigianali in stoffa, legno e gommapiuma, scritto da Agnese Desideri per la regia di Andrea Calabretta. Accompagnati da uno gnomo curioso, i bambini viaggeranno in una foresta alla ricerca di un animale misterioso, l’Ottotomolo. Tra enigmi, gag esilaranti e animali selvaggi due attori – burattinai, Valerio Bucci e Roberto Tufo, coinvolgeranno il pubblico nelle folli avventure della storia, facendo scoprire a grandi e piccini che superare la paura dell’ignoto può trasformarsi in un’esperienza sorprendente ed emozionante. Il 7 ottobre alle ore 20,30 va in scena l’anteprima nazionale di Mor – Storia per le mie madri, progetto di  Lucia Raffaella Mariani vincitore del Premio Scintille 2026. Tratto dall’omonima graphic novel di Sara Garagnani lo spettacolo esplora con cruda delicatezza il passaggio generazionale e l’ereditarietà dei traumi all’interno di una complessa genealogia femminile. Interpretato da  Eleonora Limongi, Lucia Raffaella Mariani, Eva Meshki, lo spettacolo, attraverso un potente intreccio transdisciplinare che unisce prosa, danza e disegno dal vivo, trasfigura il fumetto in puro materiale scenico che rompe i tabù familiari per trasformare il dolore in un catartico racconto collettivo.

La scoperta dell’America di Cesare Pascarella, maestro della letteratura in dialetto romanesco, prende vita sul palco  l’8 ottobre alle 20,30 grazie all’omonimo lavoro dell’attore Valerio Malorni e del musicista Andrea Cota. Le speranze di un futuro migliore e le cocenti disillusioni dei marinai si fondono in un’atmosfera sospesa tra realtà e fantasia, creando uno spettacolo brillante, poetico e accessibile a tutti, ideale per guardare alla Storia con occhi nuovi, un viaggio scenico affamato di vita e scoperte, perfetto per riflettere sulla perenne ricerca umana di mondi ancora inesplorati.

Ha vinto il bando In-Box 2024 Molto dolore per nulla, monologo scritto diretto e interpretato da Luisa Borini (9 ottobre ore 20:30). Al centro dello spettacolo l’esplorazione della dipendenza affettiva, sofferenza relazionale inserita nel Dsm-5, il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, come “new addiction” insieme ad altre nuove dipendenze, al pari del gioco d’azzardo, dello shopping compulsivo, della dipendenza da internet o da sport. Attraverso la confessione dei propri “troppi amori troppo amati”, Luisa Borini analizza con coraggio la paura dell’abbandono e la tendenza ad annullarsi per l’altro, portando alla luce le micro violenze quotidiane e affrontando la faticosa cronaca di un risveglio emotivo. Il dolore attraversato si trasforma così in uno strumento di liberazione che invita il pubblico a guardare alla proprie cicatrici con tenerezza e a riflettere come la solitudine, una volta ascoltata e accolta, possa rivelarsi uno spazio denso di inaspettata ricchezza.

La leggenda del calcio brasiliano rivive sul palcoscenico, il 10 ottobre alle 20,30, con Garrincha – l’angelo dalle gambe storte. Scritto da  Valeriano Solfiti e Giancarlo Fares, che ne firma anche la regia, lo spettacolo vede in scena lo stesso Solfiti dare voce e corpo alla parabola umana e sportiva di un’ala destra  formidabile, capace di incantare il mondo intero nonostante una grave malformazione fisica. La musica dal vivo eseguita al basso da Carmelo Amato e alle percussioni da Pietro Pietrosini e il testo restituisce l’atmosfera sudamericana, oscillando continuamente tra i trionfi sul campo da gioco e le profonde fragilità personali, per scoprire il segreto del dribbiling più famoso della storia e l’animo di un uomo rimasto per sempre un eroe del popolo. Conclude il festival, alle ore 19,30 dell’11 ottobre, la presentazione ufficiale del nuovo disco di SUNOMI. La formazione, caratterizzata da un sound potente e compatto, vede protagonisti G Simian alla chitarra e voce,  Doc Maselli al basso e  Marcus Millah alla batteria. I tre musicisti guideranno il pubblico alla scoperta dei brani inediti dell’album, alternando atmosfere intente a ritmiche trascinanti, un appuntamento consigliato agli amanti della musica indipendente d’autore.