Andata/ritorno/andata
Autore: progetto Jana Balkan, scrittura drammaturgica Marco Ongaro
Regia: Walter Manfrè
Scene: Laboratorio Teatrale Costumi: Fiorella
Musica: Marco Ongaro
Fotografia: Laboratorio Teatrale
Compagnia: Teatro Scientifico – Teatro/Laboratorio
Interpreti: Isabella Caserta, Marco Ongaro
Anno di produzione: 2008 Genere: contemporaneo
In scena: fino al 17 Maggio, Lo Spazio di Roma | via Locri, 42/44 | tel. 0677076486 – 3299583409

Equilibrio iniziale – Danneggiamento – rottura – Peripezie – Ristabilimento dell'equilibrio. È lo schema di Vladimir Propp sulla struttura delle fiabe attraverso il quale Olga, ragazza Moldava in fuga per un futuro migliore, racconta la propria esistenza come fosse una favola.
Andata/Ritorno/Andata è una moderna favola di emigrazione che non indulge al patetismo ed alla narrazione del dolore e del sopruso, ma presenta un quadro pervaso dall'ottimismo e dalla solarità. Nata dal progetto di Jana Balkan, con la sapiente regia di Walter Giuffrè, la storia si dipana attraverso una successione di quadri che scandiscono i momenti del viaggio esistenziale di Olga. Isabella Caserta interpreta con abilità la giovane clandestina che affronta un percorso pericoloso e doloroso per raggiungere l’Italia, il suo Eldorado. Qui si ricongiunge con il marito per poi tornare in patria, dove costruire una vita felice. Lei, che proviene da un paese ostile, una terra soffocante senza sbocchi sul mare, sogna il Titanic con i suoi oblò. Il rollio delle onde che scivolando la porteranno placidamente verso un futuro migliore. L’eroina della fiaba appassiona il pubblico per la capacità di passare da un linguaggio asciutto - in cui racconta le proprie sventure senza sbavature ed autocommiserazione - al candido racconto di bambina che rievoca le usanze ed il ricordo di un mondo lontano. Il viaggio, scandito da immagini, video e musiche folkloriche composte ad hoc da Marco Ongaro (che suona dal vivo sul palco) è il tema centrale della piéce ed il testo ne percorre le tappe, alternando momenti di lirismo, bellezza e poesia alla cronaca, nostalgica e triste.
Andata/Ritorno/Andata potrebbe considerarsi un moderno ciclo dei vinti traslato in uno spazio temporale di stretta attualità secondo un’inconsueta lettura dell'altro, dell'extracomunitario troppo spesso espropriato della sua dignità. Olga, malgrado le traversie, conserva sempre la propria ingenuità e la capacità di commuovere senza sfruttare l'arma della tragedia. [paola di felice]