Aeros
Da un'idea di: Antonio Gnecchi Ruscone
Coreografie: Daniel Ezralow, David Parsons, Moses Pendleton
Direzione compagnia: Maria Fumea Costumi: Luca Missoni
Luci: Howell Binkley, Burke Willmore, Giancarlo Toscani Musica: TTG Music Lab
Video: Daniel Ezralow Compagnia: Aeros
Interpreti: Cristina Antonescu, Mircea Brinzea, Oana Constantin, Laura Cristache, Denisa Ganea, Ioana Ganea, Ana Georgescu, Ioana Gheorghiu, Nadina Hocta, Valentin Mavrodineanu, Oana Mincu, Cosmin Muj, Florin Neburnu, Cristina Nedelcu, Bogdan Popa, Tolan Petru Porime, Mircea Zamfir
Anno di produzione:2008 Genere: danza
In scena: fino all'6 gennaio 2009 al Teatro Olimpico di Roma

Tre coreografi di fama mondiale Daniel Ezralow (fondatore di Iso, sue le coreografie del musical Tosca di Lucio Dalla), David Parsons (fondatore di Parsons Dance) e Moses Pendleton (fondatore dei Momix, sue le coreografie per l’ultimo show televisivo di Fiorello) in collaborazione con Luke Cresswell e Steve McNicholas (creatori di Stomp), hanno unito il loro genio creativo alle straordinarie capacità atletiche dei campioni olimpionici della Federazione Rumena di Ginnastica Artistica, Ritmica ed Aerobica per realizzare uno spettacolo unico nel suo genere: AEROS.
Fondato nel 1997 dal produttore teatrale milanese Antonio Gnecchi con l’intento di proporre uno spettacolo in cui fondere humor, sensualità, sperimentazione e potenza fisica per un viaggio in cui danza, sport e musica si fondono in un unicum trascinante, coinvolgente, emozionante.
Corpi atletici, muscoli tesi, movimenti ritmici e flessuosi che si miscelano a ritmi sincopati musicali ed a giochi di luci fortemente emotivi per quadri ginnici che si susseguono con ritmo cadenzato tra ensemble travolgenti ed assoli commuoventi. Corpi che si stagliano nel buio disegnando scenografie viventi, composizioni modulari che animano un palcoscenico nudo dove lo sforzo fisico, la fatica dell’esibizione ginnica esonda verso il pubblico in sala che partecipa entusiasta alla performance.
Videoproiezioni costruiscono set dinamici e multimediali, in cui i danzatori-ginnici si muovono con leggerezza interagendo attraverso collaudati e sincronici meccanismi spettacolari.
Non c’è trama, non c’è struttura se non l’esibizione di corpi ai limiti della disarticolazione, che si piegano, contorcono, vibrano, saltano sfidando le leggi di gravità, e che fanno della loro incredibile elasticità un marchio di peculiarità.
Uno spettacolo da vedere, insieme ai molti bambini presenti alla prima romana, ed un ottimo viatico per una sana attività sportiva sin troppo sottovalutata ai giorni nostri sia nelle scuole che in famiglia.
[fabio melandri]