Tutto Shakespeare in 90 minuti


Anno
2012

Genere
comico

In scena
fino al 24 dicembre
Sala Umberto | Roma

Autore
Adam Long, Daniel Singer, Jess Winfield
Adattamento/Traduzione
Alessandro Benvenuti
Regia
Alessandro Benvenuti
Scene
Francesca Pedrotti,
Keiko Sgiraishi
Costumi
Pamela Aicardi
Luci
Enrico Berardi
Musica
Antonio Di Pofi
Interpreti
Zuzzurro, Gaspare, Maurizio Lombardi
Produzione
ArtistiAssociati di Gorizia, Fondaizone Atlantide Teatro Stabile di Verona

 

Si può condensare l'opera omnia (37 testi) del bardo di Stratford-Upon-Avon, al secolo William Shakespeare, in soli 90 minuti? Fredrich Frankenstein urlerebbe «SI PUO' FARE!!!» Gianfranco Funari invece «se po’ fa». Una geniale compagnia di drammaturghi/attori americani (Adam Long, Daniel Singer, Jess Winfield) ha reso possibile tutto ciò, nell'atto unico denominato senza troppa fantasia “Tutto Shakespeare in 90 minuti”.

Dopo aver registrato un successo trentennale tra Stati Uniti e l’Inghilterra nei teatri off prima di trovare casa stabile al Criterion Theatre di Picadilly Circus a Londra e la prima nazionale alla 64esima edizione dell'Estate Teatrale Veronese, la versione italiana per la regia di Alessandro Benvenuti ha debuttato alla Sala Umberto di Roma. Protagonisti della riduzione, ed italianizzazione (anche eccessiva in alcuni frangenti) dello spettacolo la coppia Zuzzurro E Gaspare, coadiuvati dal bravo e poliedrico Maurizio Lombardi.

In 90 minuti i tre protagonisti attraversano con irriverenza, umorismo grottesco ed in alcuni frangenti sin troppo compiaciuto, l'intera produzione del Bardo, tra vita ed opere, piegando la scrittura dell'Inglese ai generi tra i più diversi. Esilarante la riduzione dell'Otello in chiave rap (da solo vale il prezzo del biglietto dell'intero spettacolo); la partita di calcio in cui Enrico IV, Riccardo II, Enrico V, Re Giovanni, Enrico VI, Riccardo III ed Enrico VIII si contendono la Corona; la rappresentazione dell'Amleto reiterata in tempi sempre più stretti e ritmi vertiginosi, per chiudersi con una rappresentazione breve ed al contrario tutta da gustare.

Meno riuscita la versione breve di “Romeo e Giulietta” ed altre parentesi in cui la personalità televisiva di Zuzzurro e Gaspare (sopratutto di quest'ultimo, eccessivamente sopra le righe rispetto ai due compari), prende il sopravvento sul testo drammaturgico che faceva della levità il suo punto di forza.

Nel complesso uno spettacolo altalenante, tutto giocato sull'immediatezza della percezione. Alla fine resta il rammarico di aver gustato poco le pietanze più prelibate e di sentire il peso indigeribile di quelle meno riuscite.
[fabio melandri]