Autore
L. Kasha, D. S. Landay
Regia
Massimo Romeo Piparo
Scene
Teresa Caruso
Costumi
Cecilia Betona
Luci
Umile Vainieri
Coreografie
Roberto Croce
Musica
 Gene De Paul,
Liriche di Johnny Mercer

Nel 60° anniversario dell’uscita del film (correva l'anno 1954 quando la MGM produsse “Sette spose per sette fratelli” diretto da Stanley Donen con la magica fusione tra sceneggiatura - ispirata a Biancaneve - con le musiche di Adolph Deutsch e Saul Chaplin - vincitrici dell'Oscar - e le straordinarie coreografie di Michael Kidd), torna sul palcoscenico una nuova edizione del musical. Diretta da Massimo Romeo Piparo questa versione vede Flavio Montrucchio e Roberta Lanfranchi nei panni dei protagonisti, il burbero Adamo e la sognatrice Milly, accompagnati da un gruppo di 20 ballerini-cantanti-acrobati. Il tutto condito da una band dal vivo, che anima la partitura dello spettacolo.

La storia è arcinota: Adamo Pontepee, maggiore di 7 fratelli, rozzi boscaioli che vivono tra le montagne dell'Oregon, stanco della solitudine vuole prendere moglie. Conquista Milly la quale ben presto scopre di doversi prendere cura non solo del marito ma anche di altri 6 rozzi uomini disordinati e rissosi… Come una versione a ruoli ribaltati di “My Fair Lady”, è la dolce Milly a insegnare le buone maniere ai grezzi fratelli e far loro conquistare il cuore di sei ambitissime fanciulle.

La scelta di Romeo Piparo di suonare dal vivo le musiche dello spettacolo (tornando alle origini quando con il Teatro della Munizione portò a teatro “Jesus Christ Superstar” ed “Evita”) si rivela vincente e con le debite proporzioni avvicina la platea all'East End londinese o a Broadway.

Si resta invece perplessi sulla scelta dei protagonisti: Montrucchio dimostra applicazione e buona volontà sia nel recitato che nel canto, ma si avverte (forse per emozione del debutto, o per altro...) una mancanza di naturalezza che se nel canto (vista la voce non possente e le musiche che poco si addicono al suo timbro) è giustificabile, nel recitato lo è molto meno. Evidente ed eccessiva l’attenzione data a tecnica e dizione, che mostra un’insicurezza di fondo. E se per il canto il discorso può estendersi alla Lanfranchi, riguardo la recitazione la protagonista dimostra di trovarsi maggiormente a suo agio, ponendosi una spanna sopra al partner di scena.

Il resto della compagnia è funzionale ad uno spettacolo leggero, brioso nelle intenzioni ma che nella seconda parte tende a sedersi un po' su se stesso. Nulla di entusiasmante: se da una parte lascia l'amaro in bocca ad un pubblico più esigente, dall'altra nel complesso si gusta con un certo piacere, pur mancando momenti di forte emozione. [fabio melandri]

Interpreti
Flavio Montrucchio, Roberta Lanfranchi
Produzione
Peep Arrow Entertainment, Il Sistina
In scena
fino al 16 marzo al Teatro Il Sistina | Roma
Anno
2014
Genere
musical