Autore
dal romanzo “L’oscura immensità della morte” di Massimo Carlotto
Regia
Alessandro Gassmann
Scene
Gianluca Amodio
Costumi
Lauretta Salvagnin
Luci
Pasquale Mari
Coreografie
Videografica e suoni
 Marco Schiavoni

È sufficiente che si apra il sipario e si accendano le luci sul volto di Giulio Scarpati, per riconoscere la cifra registica di Alessandro Gassmann... Ma partiamo intanto dalla storia: tratta dal romanzo “L’oscura immensità della morte” di Massimo Carlotto, “Oscura immensità” parla di giustizia, vendetta, perdono e pena. E lo fa da subito, dalle prime battute disperate di un padre e marito, Stefano Contin (un davvero bravo Giulio Scarpati) al quale, durante una rapina, hanno ucciso il figlio di 8 anni e la moglie. Lo troviamo nella sua umile casa nel giorno in cui gli è stata recapitata una lettera, scritta dal colpevole, che chiede il perdono necessario per ottenere la grazia perché malato di cancro. E nel secondo spazio scenico troviamo l’ergastolano Raffaello Beggiato (un troppo urlato Claudio Casadio), in cella, che racconta la ripetitività di giornate e notti. Da qui scaturiscono domande coinvolgenti, che fanno riflettere e immedesimare lo spettatore, che inizia a chiedersi cosa farebbe se si trovasse nei panni del povero Contin.

Gassmann dirige gli attori con discrezione, costruendo uno spettacolo su un testo che tocca e interessa; ma se si ritorna sulla cifra stilistica, si comprende che questa volta non è un plus. Il tipico velatino dietro cui si snodano gli ambienti che compongono la scenografia e si proiettano i video e le foto che sottolineano (a volte troppo didascalicamente), i passaggi dello spettacolo, è ormai usuale, tanto da diventare uno stile che corrisponde appieno a Gassmann (lo si ritrova anche nell’ultimo “Riccardo III” in programmazione al Teatro Argentina di Roma).
In “Oscura immensità” la regia è riconoscibile al punto da chiedersi: perché non osare e allontanarsi dal conosciuto? Perché non stravolgere il già apprezzato? Che sia scarsità di coraggio non è dato sapere, di certo diventa una tara per “Oscura immensità”, che dalla sua ha invece la forza del testo e della storia raccontata.

Un lavoro decisamente apprezzabile, ma solo per metà. [patrizia vitrugno]

Interpreti
Giulio Scarpati, Claudio Casadio
Produzione
Teatro Stabile del Veneto
In scena
fino al 30 marzo 2014 al Teatro Eliseo di Roma
Anno
2013
Genere
drammatico