Autore
Daniela Nicolò e Enrico Casagrande
Regia
Daniela Nicolò e Enrico Casagrande
Scene
Costumi
Luci
Coreografie
Musica
 

La disobbedienza porta fermento al Teatro Valle Occupato: nei palchi laterali campeggia la scritta: «Com’è triste la prudenza». Ardori giovanili. Il bene pubblico, seppure con tutte le difficoltà del caso, trasmette una forte energia. Mentre il pubblico giovane e poliglotta si accomoda in platea, due attori sulla scena raccolgono le coperte che il pubblico ha portato e le sistemano; scorrono sullo sfondo le immagini di interviste casuali in strada: «Cos’è la tempesta?»; «Deserto»; «C’est la résistence» (È la resistenza).

«Gettarsi nella tempesta per provare l’esplosione», afferma Judith Malina coinvolta nel progetto teatrale. Sullo sfondo, c’è lui, il grande drammaturgo di Stratford-on-Avon: William Shakespeare e la sua “Tempesta”, storia di un naufragio su un’isola sperduta e del potere esercitato dal suo protagonista, Prospero. Infinito Shakeaspeare dalle cui opere sgorga una sorgente inesauribile: la tempesta, il deserto, la ricostruzione, il significato del potere e dell’amore. “Nella Tempesta” di Casagrande e Nicolò la stessa metafora umana viene portata ai giorni nostri, i naufragi sono quelli degli immigrati a Lampedusa, alla ricerca di un tetto, di documenti (come non pensare alle manifestazioni parigine a favore dei “sans papiers”, senza documenti?) e le coperte sulla scena simbolo di un riparo e di provvisorietà.

Gli attori a volte interpretano il dramma scespiriano, altre il dramma personale e contemporaneo; Prospero non è un attore ma una luce, un faro, che come un raggio laser cerca di dirigere, di controllare le vite degli attori sulla scena. Esilarante la rappresentazione del potere da parte di una ragazza con l’accento americano molto sportiva e con giubbotto di paillettes (è quello il suo potere, lo scintillìo delle paillettes). Si ride, si riflette, ci si rattrista, si è coinvolti in questo vortice tempestoso di una scena nuda definita da attori che si muovono con estrema naturalezza, forza, agilità, su sacchi, rotolandosi tra le coperte. Eccezionali. Il corpo umano che si esprime in parole letterarie.

Non siamo lontani dalle atmosfere forti e travolgenti di Romeo Castellucci, drammaturgo italiano apprezzato in Francia, oramai caposcuola del teatro contemporaneo italiano. Le contaminazioni con il panorama internazionale danno il senso di uno spettacolo che ha attraversato mille mondi e visto molte realtà. È così ricco in citazioni letterarie, in strati di sottotesti mirabilmente sintetizzati, che è impossibile descriverlo. Si può solo viverlo.

Ha il sapore del mondo “Nella tempesta”: viene voglia di preparare la valigia e andare in giro a cercare le risposte ad una vita sempre più complessa, che solo la conoscenza e l’ascolto possono dare.

Imperdibile. [deborah ferrucci]

Interpreti
Silvia Calderoni, Glen Çaçi, Ilena Caleo, Fortunato Leccese, Paola Stella Minni
Produzione
Motus con festival TransAmériques, Montréal, Théâtre National de Bretagne, Rennes, Parc de la Villette, Parigi, La Comédie de Reims- Scène d’Europe, Reims, Kunstencentrum Vooruit vzw, Gent, La Filature, Scène nationale, Mulhouse, Festival delle Colline torinesi, Associazione dello Scompiglio, Vorno, Centrale Fies, Drosedera Festival, Dro, l’Arboreto – Teatro Dimora Mondaino
In scena
in tournè
Anno
2014
Genere