John Gabriel Borkman


Anno
2012

Genere
dramma

In scena
fino al 4 novembre
Teatro Eliseo | Roma

Autore
Henrik Ibsen
Adattamento/Traduzione
Claudio Magris
Regia
Piero Maccarinelli
Scene
Carlo De Marino
Costumi
Gianluca Sbicca
Luci
Umile Vainieri
Musica
Antonio Di Pofi
Interpreti
Massimo Popolizio, Lucrezia Lante Della Rovere, Manuela Mandracchia
Produzione
Artisti Riuniti in collaborazione con Teatro Eliseo

 

Le due sorelle Rentheim sono sulla scena: Manuela Mandracchia e Lucrezia Lante della Rovere si dividono molte cose: il palco, il figlio Erhart e l’amore di un uomo John Gabriel Borkman.

Borkman è un brillante banchiere, incorso in un fallimento finanziario di grandi dimensioni. Scontati otto anni di carcere, decide poi di rinchiudersi nella sua stanza, per altri otto. Unico amico che, nel corso del tempo, è ammesso nella sua casa è Foldal; entrambi sono creatori di qualcosa d’irrealizzato: il primo si sente castrato artefice di un futuro di progresso, il secondo autore incompreso di un testo mai pubblicato. Intorno, l’amore delle due sorelle, gemelle, entrambe innamorate di Borkman – ma solo una delle due sua legittima moglie – che cercano, ognuna a proprio modo, di conquistarsi l’amore del giovane figlio Erhart. Massimo Popolizio è il perno di tutto lo spettacolo: quando non è fisicamente sul palco, si attende, impazienti, la sua importante e fondamentale presenza. Quando si destreggia, finalmente in scena, con la mimica che gli è propria, nel ruolo del banchiere, la pièce respira della sua maestria.

In un allestimento volutamente semplice del regista Piero Maccarinelli, le vicende e le parole scorrono senza intoppi. Le conversazioni, a metà tra serio e faceto, tra Borkman-Popolizio e Foldal-Avogadro sono, senza dubbio, il momento più riuscito dell’intero spettacolo.

Fluidi movimenti sulla scena vanno a comporre in diverse circostanze veri e propri quadri, che regalano eleganza visiva al geniale testo di Ibsen.
[patrizia vitrugno]