Autore
Chuck Palahniuk
Regia
Leonardo Buttaroni
Scene
Paolo Carbone
Costumi
Cristina Picuti
Luci
Gianni Grasso
Coreografie
Musica
 Filarco

I protagonisti di “Fight Club - La Prima Regola” sono «figli indesiderati di Dio, non voluti dai padri», anime spezzate che cercano nel gruppo quel padre, quel confine, quell’appartenenza che la vita ha negato loro.

Sintesi del romanzo di Palahniuk e dell’omonimo film di David Fincher, lo spettacolo diretto da Leonardo Buttaroni presenta Lui (Diego Migeni), un manager di una compagnia assicuratrice, anima inquieta e vessata dal capo, deluso dal lavoro e assiduo frequentatore di gruppi di auto-aiuto per malati terminali. Qui conosce Marla (Cecilia Cinardi) altra anima inquieta alla ricerca di una compagnia amorosa. Né Marla né Lui sono malati: solo in quei gruppi riescono a trovare la verità delle persone autentiche. Eppure non sembra bastare. L’incontro casuale di Lui con Tyler (Alessandro Di Somma), un provocatore con una gran voglia di menare le mani, dà vita ad un altro gruppo: in un locale abbandonato i membri del club si picchiano, secondo un codice stabilito.

Nelle note di regia si legge che questo testo è un «viaggio onirico». In effetti si sente il sapore del thriller americano alla “American Psycho” o del film “Ipotesi di complotto” con Mel Gibson. Sembra un viaggio nella testa del protagonista: passando da un aeroporto all’altro, nella solitudine del viaggio, le paure e le ansie trovano riparo in una fantasia che crea personaggi surreali, quasi proiezioni mentali. Esiste davvero il Fight club o è solo frutto dell’immaginazione di Lui?

Quelle anime smarrite esistono, sono espressione dell’eterna ricerca umana dell’assoluto, di un senso dell’esistenza, trovata in luoghi inusuali. Ma che importa…Basta che argini il mal di vivere. Il finale è circolare, riporta alla scena iniziale, che evidenzia con forza l’aspetto onirico della storia. La realizzazione scenica è perfetta e i personaggi sono veri. La regia di Buttaroni è tesa, dinamica, allarga lo spazio scenico fino ad arrivare alle poltrone dello spettatore, coinvolgendolo ma senza travolgerlo. Di Somma è il bullo americano senza essere macchietta, al limite tra verità e protezione ironica; la Cinardi ricorda le dive anni ’40, fumo, mistero, inquietudine; Migeni ha lo sguardo profondo e i passi felpati dell’uomo sicuro di sé. Spettacolo catartico: si guardano le proprie paure in forma quasi fumettistica e si esce sollevati. [deborah ferrucci]

Interpreti
Diego Migeni, Alessandro Di Somma, Cecilia Cinardi, Marco Zordan,
Yaser Mohamed, Matteo Fasanella, Leonardo Buttaroni
Produzione
La Commedia Nera
In scena
fino al 23 marzo 2014 al Teatro Trastevere | Roma
Anno
2014
Genere
commedia