Halloween - The Beginning
Halloween
Regia
Rob Zombie
Sceneggiatura
Rob Zombie
Fotografia
Phil Parmet
Montaggio
Glenn Garland
Scenografia
Anthony Tremblay
Costumi
Mary McLeod
Musica
Tyler Bates
Interpreti
Tyler Mane, Malcolm McDowell, Sheri Moon, Scout Taylor-Compton, Daeg Faerch, Heather Bowen, Danielle Harris, William Forsythe, Udo Kier, Danny Trejo, Bill Moseley, Leslie Easterbrook
Produzione
The Weinstein Company, Nightfall Productions, Spectacle Entertainment Group, Trancas International Films
Anno
2007
Nazione
USA
Genere
horror
Durata
109'
Distribuzione
Key Films
Uscita
04-01-2008
Giudizio
Media

Prima di iniziare un paio di chiarimenti. Primo: nonostante la campagna pubblicitaria del film sia incentrata sul “John Carpenter presenta” questo non centra assolutamente nulla, tranne per il fatto che il film si ispira alla sceneggiatura da lui scritta nel 1978. Secondo: dimenticate Halloween di Carpenter, perché questo non è un remake.
Rob Zombie personaggio curioso, poliedrico (musicista, regista, sceneggiatore, produttore, fumettista) ma non stupido, si è giustamente tenuto lontano dalla possibilità di un remake preferendo un’operazione più sottile ed a suo modo interessante. Non essendo un fan del remake “Non ha mai funzionato molto bene – rivela - Soprattutto per i film che penso fossero buoni già la prima volta. Non ne vedevo il senso. Poi ho cominciato a pensare a film che mi erano piaciuti molto e che erano dei remake, come Scarface o Cape Fear – Il promontorio della paura. Ho pensato che se non fosse esistito il remake, staremmo ancora a guardare la versione muta di Dracula…” Zombie ipotizza la possibilità di raccontare la medesima storia secondo una nuova prospettiva, in maniera diversa “Nel film originale continuano a raccontarti cose accadute, ma non te le mostrano mai. Così ho pensato che avrei potuto puntare l’attenzione su questi particolari…Considerato che Halloween è uscito trent’anni fa, il pubblico odierno si aspetta di più. Il primo è un classico per molte ragioni, una di queste è che non vedi una goccia di sangue per tutto il corso del film. Ma oggi il pubblico è cambiato”.
“Credo che si possa usare Batman Begins come esempio del ri-raccontare una storia” - afferma Andy Gould, da lungo tempo manager di Rob Zombie, e produttore dei suoi precedenti lavori La casa dei mille corpi e La Casa del diavolo - Prendi una parte della storia precedente e ne riempi alcune lacune. Se guardiamo all’Halloween originale, questi inizia con il ragazzino e i primi omicidi. Nelle prime scene è presente la maggior parte del come e del perché della storia”.
“Ho fatto molte ricerche perché volevo che il film si basasse sulla realtà. Penso che metta molto a disagio guardare qualcosa che assomiglia alla realtà ma non lo è” – afferma Zombie - “Abbiamo deciso di far agire Michael come un vero psicopatico. Il che non significa che non sia accattivante. Il motivo per cui l’ho descritto come un ragazzino amichevole e felice è perché alcune delle mie ricerche hanno rafforzato l’idea che uno psicopatico può essere carismatico, può essere affascinante, può essere amichevole. Il problema è che non possiede il discernimento tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Non ha rimorso. Non ha il senso di nulla…”.
Halloween – The Beginnig è diviso in tre parti, ognuna delle quali è riconducibile ad una fase della vita Michael Myers.
La prima e più riuscita è quella dell’adolescenza a Haddonfield; i tempi della scuola, i contrasti con la sorella ed il patrigno, i primi segnali di disturbo della mente resi con efficacia e raggelante terrore dal giovane protagonista (uno spettrale Daeg Faerch) che culmina con il massacro della famiglia Myers.
La seconda parte è concentrata sugli anni trascorsi da Michael al Sanatorio sotto la guida del dott. Loomis. L’asetticità degli ambienti dell’ospedale psichiatrico si ripercuote sulla mente del protagonista, chiuso in se stesso e minimamente scalfito dai tentativi del dott. Loomis e della madre di trasmettergli quel minimo di calore da renderlo umano. Ma la natura sanguinaria e disturbata del protagonista avrà la meglio. Qui emerge la visionaria estetica del regista americano, in cui dà sfoggio all’indole più violentemente splatter della sua natura. In un bagno di sangue che colora di rosso emoglubinico i corridoi, le pareti bianche e candide del Sanatorio. Senza alcuna pietà Michael da sfoggio alla sua brutale violenza sanguinaria.
Il terzo atto del film, il più debole dal punto di vista narrativo ma con buoni momenti visivi, segna il ritorno del protagonista a Haddonfield per riunire ciò che è rimasto della famiglia. La solita combriccola di giovani assetati di sesso ed alcool, cadranno sotto la ferocia dello psicopatico serial killer, soddisfacendo gli impulsi più primitivi dei giovani spettatori a cui il film è rivolto.
Rob Zombie conferma il suo talento visionario all’interno di una storia ad alto tasso di pericolo. Mostra di amare la materia e di trattarla con la dovuta cautela, tenendo alto il senso dell’intrattenimento per almeno due terzi della pellicola, per rovinare nella terza e conclusiva parte, in un inutile e già vista sequela di inseguimenti e contro-inseguimenti che infiacchiscono anche l’entusiasmo dei fan più accaniti del regista.
Del film ricorderemo lo sguardo assente e gelido del giovane protagonista, diversi momenti di tensione perfettamente costruiti, ma rimane nel complesso la sensazione di un'operazione volevo-ma-non-posso riguardo al tentativo di approfondire maggiormente la figura di Michael Myers, cercando di scavare con più convinzione nella sua psiche deviata, per dare una spiegazione razionale del Male.
Ma considerando tutti i rischi che l'impresa comportava, possiamo dire che la scommessa è stata vinta, seppur di misura.
[fabio melandri]