L'era Glaciale 2 - Il disgelo
Ice Age 2 - The Meltdown
Regia
Carlos Saldanha
Sceneggiatura
Peter Gaulke, Gerry Swallow, Jim Hecht
Animazione
Leslie Schor
Montaggio
Harry Hitner
Musica
John Powell
Voci
Sid (Claudio Bisio), Manny (Leo Gullotta), Diego (Pino Insegno), Ellie (Roberta Lanfranchi), Eddie (Lee Ryan), Crash (Francesco Pezzulli)
Anno
2005
Durata
90'
Nazione
USA
Genere
animazione
Distribuzione
20th Century Fox

Dopo l’incredibile successo de L’era glaciale, naturale aspettarsi l’inevitabile sequel che ci porta dalle rigide temperature del primo episodio a quelle più tiepide di questo secondo, in cui i nostri eroi Manny il Mammuth, Sid il bradipo, Diego la Tigre dovranno fare i conti con l’evoluzione non solo climatica del loro mondo perfetto. Verranno accompagnati in questa loro nuova avventura da alcune new entry come Ellie la Mammuth che si crede Opossum ed i suoi due fratellini opossum Crash ed Eddie (quest’ultimo doppiato dal cantante ex componente dei Blue, Lee Ryan). Completano il panorama l’immancabile scoiattolo Scrat e la sua lotta contro tutto e tutti per la conquista dell’agognata ghianda, che rappresenta quasi un capitolo a se del film, uno spassosissimo leit-motive che di tanto in tanto fa la sua comparsa intervallandosi con le vicende dei nostri protagonisti.
Un film evolutivo in cui i personaggi rispetto al primo capitolo subiscono una mutazione sia individuale che complessiva nei giochi di ruoli all’interno del gruppo. Manny se nel primo capitolo non aveva superato la perdita della propria famiglia, qui affronta il desiderio di paternità nell’incontro con la Mammuth Ellie; Sid, preda di scherzi e lazzi del primo episodio ora punta a farsi rispettare e poco ci manca che vi riesca sul serio; Diego, fiera tigre dai denti a sciabola, qui è costretta ad affrontare le sue paure, nello specifico quella dell’acqua. Il tutto all’interno di un panorama che con lo sciogliersi dei ghiacci diventa instabile e mutevole, nonché pericoloso con la comparsa di nuovi nemici.
L’era glaciale 2 – Il disgelo è a tratti assai divertente ed affronta con leggerezza tematiche importanti per il pubblico adolescenziale per cui è pensato e costruito. Purtroppo soprattutto nella seconda parte il ritmo e le invenzioni si inaridiscono ed il film finisce per essere sostenuto principalmente dalle dis-avventure dello scoiattolo Scrat che rimane la cosa meglio riuscita dell’opera, ispirandosi ai classici cartoon per ritmo ed inventiva della Warner ed in particolare ai corti di Willy il Coyote. Un po' poco.
Da sottolineare invece l’estetica del film, con un affinamento dell’animazione 3D dovuta al rivoluzionario software CGI Studio della Blue Sky Studios, capace di ricreare straordinari giochi di luce e di rendere con incredibile verosimiglianza la leggerezza delle pellicce degli animali e la fluidità dell’acqua che in questo capitolo ha un’importanza fondamentale. Insomma un innesto di infinitesimali dettagli che danno all’opera un tocco di maggior realismo e verità all’immagine. [fabio melandri]



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(c) Twentieth Century Fox