Easy Girl
Easy A
Regia
Will Gluck
Sceneggiatura
Bert V. Royal
Fotografia
Michael Grady
Montaggio
Susan Littenberg
Scenografia
Marcia Hinds
Costumi
Mynka Draper
Musica
Brad Segal
Interpreti

Emma Stone, Penn Badgley, Amanda Bynes, Dan Byrd,
Thomas Haden Church, Stanley Tucci, Lisa Kudrow, Malcolm McDowell

Produzione
Screen Gems, Olive Bridge Entertainment
Anno
2010
Nazione
USA
Genere
commedia
Durata

95'

Distribuzione
Sony Pictures Releasing Italia
Uscita
04-03-2011
Giudizio
Media

Olive è una ragazza che al liceo di Ojai California passa talmente inosservata che anche se si travestisse da palazzo alto 20 piani, Google Earth avrebbe difficoltà a vederla. Le cose iniziano a cambiare quando, più per gioco con la sua migliore amica Rihanna che per malizia, inizia a raccontare una piccola bugia su come a perso la propria verginità. E si sa che nell'ambiente liceale le bugie viaggiano veloci, velocissime, da orecchio a orecchio, da cellulare a cellulare, da computer a computer, da Facebook a Twitter. Così che in meno di 24 ore, l'invisibile Olive diviene la sgualdrina della scuola, una piccola crepa su un marciapiede che Google Earth non fatica a individuare, evidenziare, ingrandire sin nei minimi dettagli.
E di bugia in bugia, la fama di Olive diviene inarrestabile tanto da minare i suoi rapporti amicali e trovare unico rifugio nella sua convinta definizione di se e nella sua allegra e sconclusionata famiglia. Quando il classico principe azzurro, che mai ha dubitato del suo essere nonostante il proprio apparire, non entra in scena per portare un pizzico di sole e verità nella vita di Olive.
Questa la storia di Easy Girl, con un filo rosso che corre sullo sfondo e lega la vita di Olive a quella di Hester, la protagonista del capolavoro letterario d Nathaniel Hawthorne, La lettera scarlatta.
Il parallelismo tra Olive ed Hester è superficialmente accennato, mai approfondito, come se si volesse riempire di contenuti una scatola vuota ma esteticamente attraente. Così che Easy Girl, è l'ennesima commediola adolescenziale, che racconta la vita liceale con i toni pastelli della commedia giovanilistica, con il classico lieto fine, of course, e personaggi funzionali ad una storia che si lascia vedere senza lasciare alcuna traccia evidente. [fabio melandri]