|
|
|
RialtoSantAmbrogio - Roma |
|
|
|
IL TEATRO
Il 27 gennaio 1999,
attraverso la cabina di regia del cinema Rialto, un gruppo di ragazzi
precari, disoccupati ed immigrati entra in uno stabile di proprietà
del Comune di Roma, abbandonato e in totale degrado, a via IV Novembre,
dando vita al più centrale dei centri sociali di Roma. Quella
del rialto sin da subito si delinea come un’occupazione “anomala”,
nel tentativo di sviluppare un luogo altro rispetto alle precedenti
esperienze. Rifiutando vincoli di formule collaudate, attraverso un
anno e due mesi di quotidiana sperimentazione, si dà vita ad
un intreccio di percorsi differenti, particolari e specifici, tra
arte, cultura, diritti e politica.
Da questa esperienza nasce l’associazione culturale Rialtoccupato, che ottiene in assegnazione nel marzo 2000 una porzione del Complesso Monumentale di S. Ambrogio alla Massima, dove tutt’ora ha sede, nell’ex-ghetto. Qui si sviluppa il “Luogo pubblico non statale” urbano dove produrre cultura, socializzare saperi, sperimentare altri linguaggi: dalla musica alla ricerca teatrale, alle arti visive. Uno spazio autonomo dove esprimere le intelligenze e le creatività disperse e assoggettate, riscattandole dal ruolo di fattore economico e assumendole a risorse da socializzare in maniera dinamica, rompendo quel meccanismo che vuole una conoscenza ed una intelligenza ufficiale che riconosce chi è legittimato a dispensarla e chi no. La costante ricerca di interrelazioni con la città diventa così coscienza di una profonda crisi dei luoghi culturali tradizionali, incapaci di entrare nella contemporanea contaminazione di arte e realtà, e di far fronte alla nascita di esigenze e desideri di un nuovo “pubblico”, quale fruitore complesso e non più racchiudibile in categorie separate. Il rialtosantambrogio sviluppa così un progetto di politica culturale, aperto a 360 gradi su tutti i linguaggi artistici contemporanei, attraverso una programmazione di eventi, che vanno dal teatro, alla musica, alle arti visive, divenendo un punto di riferimento sul territorio nazionale per tutte quelle esperienze artistiche “non convenzionali” e di ricerca. |
CARTELLONE
2008/2009 |
Dieci
anni di rialtosantambrogio |
| [simone
pacini] |
Il
rialtosantambrogio compie dieci anni e li festeggia con una stagione
succosissima che spazia dalla musica al teatro, dal clubbing agli eventi
multidisciplinari. È un anno importante anche perché segna
la ripresa ufficiale delle attività del Rialto, dopo i tentativi
di chiusura subiti lo scorso anno e dopo che i sigilli posti dalla questura
sono stati tolti. Il rialtosantambrogio si presenta alla città
come baluardo per il dialogo tra le arti, la produzione contemporanea,
la messa in rete delle esperienze comuni.
Il programma teatrale nella sua interezza è stato pensato non come un cartellone di spettacoli, ma come una serie di inviti fatti ad artisti in un’ottica di ospitalità e coproduzione, di rapporti fra il Rialto, il pubblico e gli autori stessi, nel tentativo di diventare una rete sempre più capillare, nel panorama del teatro di ricerca romano e nazionale. Segnaleremo solo alcune delle numerose proposte presenti quest’anno. Ad ottobre ci sono alcune ospitalità a compagnie extra-romane, tra cui Gli Omini (con CRisiKO! segnalato al Premio Scenario 2007 e con la nuova produzione Gabbato Lo Santo), Gaetano Ventriglia e Babilonia Teatri (con Made in Italy, vincitore del Premio Scenario 2007). In dicembre tocca a due delle realtà più affermate del panorama del teatro di ricerca romano: Fattore K (con La storia di Ronaldo il Pagliaccio di Mc Donald’s, regia di Giorgio Barberio Corsetti e con Alla meta di Thomas Bernhard, regia e interpretazione di Federica Santoro) e Accademia degli Artefatti che presenta l’ultima fase del suo percorso su Tim Crouch. In gennaio è la volta di Roberto Corradino e Psicopompo Teatro. La seconda parte
della stagione si divide in progetti tematici, da consuetudine: Per concludere, aprile vede anche il ritorno al Rialto del regista tedesco Werner Waas con due spettacoli: la nuova produzione e Tra un’ora e 12 minuti, liberamente tratto da Lars Norén. Per approfondimenti:
http://www.rialtosantambrogio.org/
presto con una nuova veste grafica. |
|