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Anno
2011
Genere
commedia
In
scena
fino al 20 novembre | teatro quirino, roma
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| Autore |
Honoré
de Balzac |
| Regia |
Antonio
Calenda |
| Scene |
Pier
Paolo Bisleri |
| Costumi |
Carla
Teti |
| Luci |
Nino
Napoletano |
| Musica |
Germano Mazzocchetti |
Interpreti |
Geppy
Gleijeses, Marianella Bargilli, Paila Pavese Osvaldo
Ruggieri, Alfonso Veneroso, Francesco Benedetto, Piergiorgio
Fasolo, Ferruccio Ferrante, Antonio Ferrante, Jacopo
Venturiero, Antonio Tallura e Adriano Braidotti
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Produzione |
Teatro
Stabile di Calabria, Teatro Quirino Vittorio Gassman,
Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia
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È
quanto mai attuale il testo di Honoré de Balzac “L’affarista”,
in scena al Teatro Quirino di Roma. L’opera, diretta da
Antonio Calenda, è interpretata da Geppy Gleijeses e
Marianella Bargilli, affiancati da una numerosa compagnia formata
da Paila Pavese, Osvaldo Ruggieri, Alfonso Veneroso, Francesco
Benedetto, Piergiorgio Fasolo, Ferruccio Ferrante, Antonio Ferrante,
Jacopo Venturiero, Antonio Tallura e Adriano Braidotti.
Gleijeses interpreta Mercadet,
un personaggio che vive con un’idea fissa: arricchirsi,
speculare. È mosso da una sorta di libido del denaro,
che vive come una nevrosi esistenziale. Gioca in borsa con
denari che – in realtà – non gli appartengono:
è infatti sull'orlo della bancarotta, assediato dai
creditori. Crisi che, fin dall’inizio, imputa al socio
Godeau, partito con la cassa a cercar fortuna nelle Indie
e di cui nulla si sa più.
Ma nell’attesa del fuggitivo
Mercadet, certo che il motore della società moderna
sia il denaro e che l'onore sia fondato ormai sulla sola apparenza,
usa la moglie quale stendardo della propria fortuna e la costringe
a partecipare elegantemente abbigliata a ogni occasione mondana.
Un modo per ‘truccare’ il mercato in proprio favore,
per tenere in pugno i creditori, ancor più sensibili
di lui al miraggio del facile guadagno. Così ottiene
le loro azioni e addirittura i risparmi dei propri servitori
per altri maneggi finanziari. Cerca persino di maritare la
figlia bruttina (interpretata da Marianella Bargilli) a un
dandy presuntamente abbiente, che si rivelerà uno spiantato.
Mette anche in scena il ritorno del socio; e proprio nel gioco
dei falsi o ipotetici arrivi di Godeau, Mercadet trova la
salvezza a un passo dal baratro. Ottiene che ogni cosa si
ricomponga: sia sul piano economico, degli affetti, come pure
su quello della morale a cui viene sospinto dalla moglie e
dai burrascosi eventi. Alla fine si inchina al volere della
moglie e si ritira in campagna, a vivere di un lavoro onesto.
Glejeses risulta spesso sopra le
righe, trasformando il personaggio in una macchietta. Brava,
invece, Marianella Bargilli che recita in modo divertente
il ruolo della ‘bruttina’. Tra gli altri interpreti
spicca Adriano Braidotti nel ruolo di Adolphe Minard. L’opera
ben scritta e la bella regia di Calenda regalano due ore di
piacevole svago. [emanuela
dolci]
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