Scelto
tra tutti i ragazzini del paese durante una festa religiosa
come Cavaliere del Krin, il piccolo Tadashi si ritrova sulle
spalle la pesante responsabilità di essere il prescelto
a garantire la giustizia e la pace nel mondo. A fianco di Sunekosuri,
una piccola creatura a metà tra il gatto e il Gremlin,
Tadashi si ritroverà a combattere contro Yomotsumono,
l’esercito del male, che ha attaccato gli umani con terrificanti
mostri meccanici e invincibili spiriti maligni. Grazie alla
spada del Grande Yokai e all’alleanza con gli antichi
spiriti del Giappone, Tadashi riuscirà a portare a termine
la sua missione e troverà anche il tempo di crescere
una volta per tutte.
Miike, uno tra i più prolifici registi giapponesi (in
media gira 4 film all’anno, più di 60 a partire
dal 1991), torna al Festival di Venezia, dopo essere stato presente
l’anno scorso nella sezione Orizzonti con il sanguinosissimo
ed incompreso Izo, questa volta
fuori concorso con Yokai Daisensô,
visionario fantasy per ragazzi che riprende l’omonima
serie tv cult, inaugurata nel 1968 da Tetsuro Yoshida. Unico
film di Miike girato nel 2005, davvero incredibile per uno stakanovista
come lui, è un kolossal che è costato 10 milioni
di euro e ha richiesto più di un anno di riprese. Una
sorta di “Alice nel Paese delle Meraviglie” in salsa
orientale che si rifa alla cultura mitologica giapponese contaminata
dai disegni manga di Shigeru Mizuki e che vede protagonisti
gli Yokai, cioè gnomi, coboldi, elfi e altre creature
mostruose che lottano per difendere il Giappone dalle forze
del male e mantenere e diffondere la pace globale.
Deliziosa e avvincente incursione di uno dei registi più
visionari del mondo nel genere fantastico con un film d’avventura
per famiglie che rivolge un messaggio serio ma spensierato sulla
pace ai popoli di tutto il mondo, stracolmo di magia e inventiva,
puro piacere per gli occhi e per il cuore. Da non perdere. Nell’attesa
che qualcuno della distribuzione italiana si accorga che potrebbe
essere un grande successo anche da noi… [marco
catola]
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