A Guanajuato,
una provincia del Messico, Roman, un quindicenne con fantasie
violente, e Maru, un’adolescente introversa cresciuta
in una famiglia piccolo borghese, decidono di scappare insieme.
Unendo le loro forze contro tutto e tutti i due ragazzi si
lanciano in una ribellione impossibile nei confronti del mondo
degli adulti e decidono di scappare in un luogo segreto. La
nuova e inaspettata intimità li spinge a scoprire la
loro sessualità: l’intensa vita di coppia genera
in loro emozioni capaci di unirli, ma anche, e soprattutto,
di confonderli. Pur sapendo che i genitori li stanno cercando,
Maru e Roman sono impazienti di superare i limiti del paradiso
che hanno appena costruito e desiderano mettere in gioco quanto
hanno creato uscendo nel mondo reale, dove le ferite sono
vere e le azioni non prive di conseguenze.
“Volevo distanziarmi dallo stile naturalistico per adottare
una grammatica cinematografica più libera, dando vita
a un saggio, un diario di idee con musica, parole scritte
e dialoghi interiori, usando il montaggio come un flusso di
pensieri. Il mio intento principale era di fare un film veritiero,
sull’angoscia e sull’energia che si oppongono
alla quiete.” Così il regista Gerardo Naranjo
spiega questa Bonnie e Clyde adolescenziale in salsa chili,
in cui il destino tragico, manifesto sin dalle prime immagini,
si compie sotto i nostri occhi in maniera inesorabile.
Ragazzi perduti, ragazzi contro un mondo adulto corrotto e
corruttibile incapace di ascoltarli e comprenderli. Un atto
di libertà anarchico ed assoluto in un film meccanico,
prevedibile e stereotipato nei personaggi principali e di
contorno. Un ritratto impietoso di una società malata
nel profondo, ipocrita e falsa e come tale incapace di lenire
le proprie ferite e quelle dei propri figlie degenerati. [maria
mineo]