Turistas
id.
Regia
John Stockwell
Sceneggiatura
Michael Arlen Ross
Fotografia
Enrique Chediak
Montaggio
Jeff Mcevoy
Scenografia
Marlise Storchi
Costumi
Musica
Peter Zuccarini
Produzione
Marc Butan, Scott Steindorff, Bo Zenga - 2929 Pictures
Interpreti
Josh Duhamel, Melissa George, Olivia Wilde, Desmond Askew, Beau Garrett
Anno
2006
Genere
horror
Nazione
USA
Durata
93'
Distribuzione
Eagle Pictures
Uscita
01-06-07

Della serie: quando i piccoli, i diseredati, gli affamati, i poveri del mondo si incazzano. Visto sotto questo aspetto, Turistas potrebbe anche assumere uno spessore del tutto inaspettato. Capita che un medico chirurgo che opera nelle zone più povere e dimenticate del Brasile, abbia messo in piedi una simpatica attività consistente nel prelevare organi ai ricchi turisti che invadono ogni anno il paese - se poi americani, inglesi o australiani di ottima costituzione ancora meglio - per donarli ai poveri bambini del continente sudamericano.
Togliere ai ricchi per donare ai poveri insomma. Peccato trattansi di organi umani prelevati da persone ancora in vita. Fico? No, non direi…
Il regista John Stockwell, autore di opere come Into the Blue e il più interessante Crazy/Beautiful, sceglie il Brasile e le paradisiache spiagge di Ubatuba con le magnifiche caverne sommerse vicino Lencois per costruire un horror che non si discosta molto dai prodotti di genere che passano sui nostri schermi (cinematografici e televisivi), se non per un peso sociale attribuito alla pellicola che però rimane più nelle intenzioni che non nella realizzazione. "Quando ho letto la sceneggiatura di Michael Ross" racconta il regista "per la prima volta, ero turbato. Forse aveva qualcosa a che fare con il fatto che un gruppo di tredicenni aveva provato a spararmi, dei ladruncoli in una piccola città del Perù. O forse erano solo le mie paure del dopo 11 Settembre, di quello che sarebbe potuto succedere agli Americani se avessero oltrepassato i confini".
Lungo la splendida costa del Brasile troviamo la solita combriccola di studenti americani in cerca di puro e sfrenato divertimento. Sopravissuti ad un terribile incidente stradale la comitiva viene praticamente lasciata a piedi nel nulla più assoluto, salvo poi ritrovarsi in un bar in mezzo alla spiaggia dove si sta svolgendo una festa. Sembra la più classica delle vacanze esotiche, quelle ben illustrate nei cataloghi di viaggio. Ma l'incubo per i giovani protagonisti deve ancora iniziare. Il mattino dopo, ancora intontiti dagli effetti del party, i ragazzi si accorgono di essere stati derubati e si ritrovano in balia di un paese che non conoscono e di una popolazione non proprio così amicale come si presentava il giorno prima.
Gli spunti per un ottimo horror c’erano tutti: dall’ambientazione esotica al tema sociale strisciante di cui prima. Il risultato è una sceneggiatura di ordinanza con poche idee originali, malamente esposte e personaggi stereotipati il cui destino è facilmente intuibile dopo poche battute. Anche gli effetti gore sono tenuti moderatamente sotto controllo e gli affezionati del genere difficilmente potranno accontentarsi di un paio di sequenze all'altezza. Se siete in cerca di forti emozioni, rivolgersi altrove. [fabio melandri]

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