Triplice inganno
Les brigades du Tigre
Regia
Jérôme Cornuau
Sceneggiatura
Xavier Dorison, Fabien Nury
Fotografia
Stéphane Cami
Montaggio
Brian Schmitt
Scenografia
Jean-Luc Raoul
Costumi
Pierre-Jean Larroque
Musica
Olivier Florio
Interpreti
Diane Kruger, Clovis Cornillac, Stefano Accorsi, Edouard Baer,
Olivier Gourmet, Jacques Gamblin, Thierry Frémont
Produzione
Les Films Manuel Munz, Fonema Spa, TF1 International,
France 2 cinéma, France 3 cinéma, Films inc.
Anno
2006
Nazione
Francia
Genere
poliziesco
Durata
125'
Distribuzione
Gruppo Fonema
Uscita
07-12-2007
Giudizio
Media

Partendo da una serie televisiva cult degli anni Settanta in Francia, “Les Brigades du Tigre”, il regista Jérôme Cornuau realizza una pellicola che faccia rivivere quel periodo storico e quella precisa ambientazione sociale. Sono passati trent’anni dalla visione sul piccolo schermo, eppure sono ancora vivi nella memoria del pubblico i tre poliziotti dai baffetti sottili e dal grilletto facile: Valentin (Clovis Cornillac), Pujol (Edouard Baer) e Terrasson (Olivier Gourmet) e le loro avventure. La leggenda televisiva termina dopo nove anni e 36 puntate. Quella cinematografica inizia ora.
La pellicola è ambientata nel 1907. A Parigi una comunità di esuli russi riesce ad infiltrarsi tra le avanguardie rivoluzionarie. Mentre nella capitale francese si festeggia la firma della Triplice Intesa, i rivoluzionari allestiscono un attentato all’Opera de Paris. Il teatro è il luogo ideale: qui saranno presenti tutti i capi di stato, visto che si sta svolgendo la prima di “Ivan il Terribile” testo diretto dalla Principessa Bolkonski (Diane Kruger, Elena di Troia nella versione cinematografica con Brad Pitt).
Per evitare che accada l’irreparabile, per fermare i rivoluzionari vengono assegnate le Brigate Mobili – meglio note come Le Brigate Tigre -. Il gruppo, però, si scontra ripetutamente con i gendarmi della Prefettura (corpo militare corrotto ai vertici). Quella che in un primo momento può sembrare una trama terroristica, nasconde inquietanti complicità tra le più alte sfere dello Stato.
Le indagini hanno inizio proprio quando nelle Brigate viene arruolato un giovane immigrato italiano Achille Bianchi (Stefano Accorsi). In un primo momento la sua apparizione non è bene accetta: Bianchi viene sbeffeggiato dai colleghi. Con il proseguire delle indagini, il neo assunto si rivelerà una pedina importante per scoprire le trame nascoste. Evitando di andare troppo a fondo nella storia, per non rovinare la storia, basti sapere che ben poche figure presenti nel film sono quello che sembrano.
Di certo la produzione non ha badato a spese: “Il budget ammonta a circa diciassette milioni di euro – dichiara il regista. E questa storia necessitava dei fondi stanziati”. Sull’impostazione narrativa Cornuau ha le idee chiare sin dall’inizio: “E’ un poliziesco, che rispetta i codici narrativi del genere, ma si sposta progressivamente verso una storia più romanzesca. Ho voluto realizzare un film popolare, divertente e, al tempo stesso, personale”.
Tra il cast, spicca il nome di Stefano Accorsi, alla sua prima prova in Francia. Lui stesso precisa che “è stato il mio primo film completamene francese. Non ero abituato a lavorare su film così costosi, che avessero tanti mezzi produttivi alle spalle. Mi sono trovato bene. Il sistema produttivo francese è più solido del nostro. Si permettono di giocare con il cinema di genere mentre noi abbiamo un sistema più autoriale. Producono più film di noi. Il benessere di cui gode la cinematografia francese crea una sorta di leggerezza nel lavoro. Quando in Italia si facevano 300 film all’anno e tutti andavano al cinema, anche noi producevamo con leggerezza. Ma era tutto diverso: la società era più dinamica, si veniva dalla guerra, c’era il boom economico. Adesso la società mi sembra più addormentata”.
Peccato il film abbia troppe lungaggini, al punto da non regalare le emozioni che promette. [valentina venturi]