Il treno per Darjeeling
The Darjeeling Limited
Regia
Wes Anderson
Sceneggiatura
Wes Anderson, Roman Coppola, Jason Schwartzman
Fotografia
Robert Yeoman
Montaggio
Andrew Weisblum
Scenografia
Mark Friedberg
Costumi
Andrew Weisblum
Musica
Satyajit Ray, Merchant Ivory
Interpreti
Owen Wilson, Adrien Brody, Jason Schwartzman, Anjelica Huston,
Natalie Portman, Barbet Schroeder, Bill Murray
Produzione
American Empirical Pictures
Anno
2007
Nazione
USA
Genere
commedia
Durata
91'
Distribuzione
Fox Searchlight
Uscita
01-05-2008
Giudizio
Media

“Mi chiedo se noi tre saremmo stati amici nella vita reale. Non come fratelli, ma come persone normali.”
- Jack Whitman -

Il treno per Darjeeling è un lungo viaggio spirituale intrapreso da tre fratelli fino ad allora quasi degli sconosciuti in seguito alla morte improvvisa del padre. Ma la spiritualità cui anelano in realtà è solo un pretesto per ritrovare la madre scappata per l’ennesima volta dalle loro vite, rifugiatasi ai piedi dell’Himalaya in un convento di suore. Mascherato da commedia new age, “The Darjeeling Limited” è sì un viaggio spirituale ma più che verso Dio o un’entità superiore, essenzialmente verso se stessi. Una sorta di metafora del lungo percorso necessario per superare il passato e andare avanti. Tre fratelli diversi. Tre vite opposte. Eppure unite nel dolore della perdita del padre e nell’eterna mancanza di una madre che forse non li ha mai voluti. Sono alla ricerca delle proprie radici, dei propri affetti, delle proprie identità. In un mondo confusionario, senza valori, in cui è difficile trovare l’amore. L’elaborazione del lutto paterno li ha fossilizzati in una condizione di sofferenza sterile e circoscritta. Lo slancio vitale di ognuno è come sopito, statico, frenato. Sono imprigionati dalle catene del passato. Tutti e tre. Uno non riesce a liberarsi di un amore impossibile, un altro vorrebbe divorziare ma la moglie è incinta, l’ultimo è solo e non riesce a stabilire relazioni con nessuno, neppure coi suoi fratelli. Tre modi diversi di vedere la vita, tutti e tre però bloccati come in un limbo da cui non riescono ad uscire. Ci vorrà la morte inaspettata di un bambino nel fiume e l’incontro disastroso con una madre che li rifugge per capire che il passato è andato e l’unico modo per ricominciare a vivere è non farsi troppe domande e guardare avanti.
Coloratissima e personalissima divagazione sulla ricerca del proprio io in una terra, l’India, che pullula di spiritualità dall’aria alla terra al cielo, da un serpente velenoso ad una hostess seducente, da un vasetto di pillole ad un funerale in bianco, da una rupe in mezzo al deserto ad un treno sempre in partenza.
Il film, presentato in concorso alla 64a Mostra del Cinema di Venezia, è preceduto da un cortometraggio “Hotel Chevalier”, sorta di prologo in cui uno dei tre fratelli vive la sua ultima notte d’amore in una stanza d’albergo a Parigi. [marco catola]