Seh-hee
è una giovane donna, insicura ed ossessionata dall’idea
che il suo amato Ji-woo con cui intrattiene una relazione
da un paio di anni, possa stancarsi di lei. L’incubo
sembra avverarsi quando il compagno per ritrovare la complicità
erotica con la compagna immagina di fare l’amore con
una donna estranea. La ragazza decide allora di recarsi da
un chirurgo plastico per modificare i lineamenti del suo viso.
Tornato da Ji-woo con un volto nuovo e irriconoscibile proverà
nuovamente a riconquistare l’amore di una vita.
Kim Ki-duk, il prolifico maestro coreano tornato dopo un anno
di assenza sugli schermi, ci ha da sempre abituato a storie
estreme ed originali per raccontarci le principali spinte
emotive che governano le nostre vite in un equilibrio tra
estremismo narrativo e rigorosità di messainscena.
Cambieresti il tuo viso per amore? E' la domanda - teorema
su cui fa perno Time: “E’
un desiderio istintivo cercare cose nuove. – racconta
il regista - E’ umano soffrire a causa del passaggio
del tempo. L’amore è trovare delle cose nuove
nelle nostre attività abitudinarie. La vita significa
capire che nulla dura per sempre, a causa dello scorrere del
tempo. In questa situazione, ci sono degli innamorati che
sono pazzi l’uno dell’altra. Ma dopo una lunga
relazione, non è l’amore che si è deteriorato,
ma il battito dei loro cuori, la sintonia, la passione e il
desiderio che nutrono l’uno verso l’altra.”
Un amore estremo, ossessivo, paranoico che porta a scelte
estreme e definitive con spinte autodistruttive che dal profondo
della psiche emergono in superficie per scaricarsi sul corpo,
ferito, mutilato, modificato; tema ricorrente nella filmografia
del regista coreano. Il corpo come campo di battaglia, con
le sue ferite aperte e cicatrici, tra le opposte pulsioni
di vita e morte. Un’opera che rispetto al passato moltiplica
i personaggi in campo, li rende quasi logorroici, pur mantenedo
quello stile originale, emotivamente perforante, classicamente
strutturato che è proprio di Kim Ki-duk! Spiazzante
e cerebrale! [fabio melandri]