Tickets
lavoro a sei mani di tre maestri del cinema internazionale quali l’iraniano
Kiarostami, l’italiano Olmi e l’inglese Loach.
Nato da un progetto di Kiarostami, pensato inizialmente come ad una
trilogia di documentari, Tickets è
diventata un’ unica storia ambietata interamente a bordo di
un treno che viaggia dal centro dell’Europa fino a Roma, in
cui si alternano personaggi e realtà molto diverse tra loro.
Il film si apre con il personaggio di Olmi, episodio ricco di romanticismo,
raccontato attraverso la storia onirica di un vecchio dottore farmaceutico
che sogna un amore intenso e platonico con una collaboratrice incontrata,
dopo anni di corrispondenza, solo per poche ore.
Successivamente si passa a Kiarostami che, prendendo spunto da alcuni
personaggi introdotti da Olmi, arriva a raccontare in maniera molto
divertente e quasi surreale la storia di una ricca vedova bisbetica,
magistralmente interpretata da Silvana De Santis, fiancheggiata da
un ormai esasperato volontario del servizio civile.
In fine, si conclude con Loach, momento sicuramente più trascinante
e commovente: tre giovani tifosi scozzesi del Celtic, in viaggio per
sostenere la propria squadra del cuore, si trovano ad aiutare, con
una serie di dilemmi morali, una famiglia di albanesi.
In tutto ciò, il treno diventa metafora della realtà:
passeggeri che si alternano, prima e seconda classe a rappresentare
un mondo fatto d’ingiustizie per chi può permettersi
un biglietto e chi no, situazioni che possono cambiare il corso della
cose, ma non si lascia mai spazio alla commiserazione perchè
rimane sempre viva la speranza per una vita migliore.
[maria mineo]