Jean (Gad
Elmaleh) è uno schivo e timido cameriere di un lussuoso
albergo. Irène (Audrey Tautou) è una bellissima
accompagnatrice per facoltosi uomini d’affari. Quando
i due si incontrano per Jean è amore a prima vista
mentre Irène lo scambia per un facoltoso milionario.
La scoperta della verità provoca la fuga di lei e l’inseguimento
di lui, disposto a fare qualsiasi cosa pur di conquistare
la sua amata. Finito al verde, in un battibaleno, decide di
adottare il suo stesso stile di vita, diventando un gigolò.
Commedia francese leggera e spensierata con una netta e chiara
fonte di ispirazione: Ernest Lubitsch. “Attraverso le
sue scelte – racconta il regista Pierre Salvatori -
la sua maniera di girare, offriva allo spettatore il suo punto
di vista sul mondo, la sua maniera di essere uomini su questa
terra. Il suo progetto di cinema è anche un progetto
di vita. Scegliere la commedia, con i suoi personaggi disadattati
ma combattivi, con il suo potenziale eversivo e la sua vitalità,
vuol dire già esprimere un proprio punto di vista.”
Commedia degli equivoci e degli inganni venata da una critica
sociale condita sul concetto sempre attuale e di moda della
differenza tra l’essere e l’apparire. La superficialità
dell’apparenza contro la vera essenza dell’essere
attraverso due personaggi stereotipati ma funzionali al meccanismo
narrativo e comico della commedia. Ancora il regista: “La
storia è venuta dopo, parlando delle nostre preoccupazioni
e delle nostre angosce: il trionfo del pragmatismo su tutto,
il pessimismo diffuso che può farci precipitare facilmente
nel cinismo e portarci a dire che pur di guadagnarci il nostro
posto al sole tutto è lecito e che quindi il fine giustifica
sempre i mezzi. E poi è arrivata Irène, un personaggio
che segue un’idea del tutto particolare di felicità,
e che fa un po’ di confusione tra lusso e serenità.”
Protagonisti Audrey Tautou, che sebbene si mostri per gran
parte del tempo cinica ed insensibile conserva un’Amelie
nel cuore, che scalfisce a poco a poco quella corazza di donna
egocentrica che poco gli si addice. Al suo fianco la rivelazione
Gad Elmaleh, una sorta di Buster Keaton francese, con l’aria
perennemente triste e dalle movenze assolutamente irresistibili,
credibile sia nella parte del timido imbranato che nel gigolò
vissuto. Una comicità fisica a cui la Tautou si completa
con una certa naturalezza. Per chi ancora ama sognare al cinema,
e per chi crede ancora che l’amore non ha prezzo…
[fabio melandri]
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