La terra degli uomini rossi - Birdwatchers
Birdwatchers
Regia
Marco Bechis
Sceneggiatura
Marco Bechis, Luiz Bolognesi,
Lara Fremder
Fotografia
Hélcio Alemão Nagamine
Montaggio
Jacopo Quadri
Scenografia
Clóvis Bueno, Caterina Giargia
Costumi
Caterina Giargia, Valeria Stefani
Musica
Domenico Zipoli, Andrea Guerra
Interpreti
Abrísio Da Silva Pedro, Alicélia Batista Cabreira, Ademilson Concianza Verga (Kiki),
Ambrósio Vilhalva, Claudio Santamaria, Chiara Caselli
Produzione
Classic, Rai Cinema, Karta Film - Gullane
Anno
2008
Nazione
Italia, Brasile
Genere
drammatico
Durata
108'
Distribuzione
01 Distribution
Uscita
02-09-2008
Giudizio
Media

Mato Grosso do Sul (Brasile). 2008.
I fazendeiro conducono la loro esistenza ricca e annoiata. Possiedono campi di coltivazioni transgeniche che si perdono a vista d'occhio e trascorrono le serate in compagnia dei turisti venuti a guardare gli uccelli [birdwatchers].
Ai limiti delle loro proprietà, cresce il disagio degli indio che di quelle terre erano i legittimi abitanti.
Costretti in riserve, senza altra prospettiva se non quella di andare a lavorare in condizioni di semi schiavitù nelle piantagioni di canna da zucchero, moltissimi giovani si suicidano.
A scatenare la ribellione è proprio un suicidio. Guidati da un leader, Nádio, e da uno sciamano, un gruppo di Guarani-Kaiowá si accampa ai confini di una proprietà per reclamare la restituzione delle terre. Due mondi contrapposti si fronteggiano. Si fanno una guerra prima metaforica e poi reale. Ma non cessano mai di studiarsi. A provare la “curiosità dell'altro” sono soprattutto i giovani. Una curiosità che avvicinerà il giovane apprendista sciamano Osvaldo alla figlia di un fazendeiro…
Nel 2003 Marco Bechis è venuto a conoscenza delle comunità indigene di Perù ed Equador dopo un viaggio lungo la cordillera delle Ande, imbattendosi in tribù che erano entrate in contatto con l’uomo bianco da pochi decenni. In un secondo tempo venne a conoscenza del fenomeno dei suicidi tra i giovani Guarani- Kaiowá del Mato Grosso do Sul e delle loro lotte per la rioccupazione delle terre ancestrali, la retomada. Capì subito che i Guarani-Kaiowá erano il popolo che voleva conoscere da tempo. Questo lo spunto che ha dato origine a La terra degli uomini rossi, film italiano, sebbene parlato in guaranti e portoghese, in concorso a Venezia 2008.
Nonostante lo sforzo produttivo ed artistico di uscire dal classico format del cinema italiano "due personaggi ed una stanza", La terra degli uomini rossi a metà strada tra film di fiction e reportage docu-antropologico, non convince e lascia perplessi. Manca della necessaria epica per farne una grande film di finzione (ricordiamo la coppia Werner Herzog e Klaus Kinski in Fitzcarraldo per esempio) e di approfondimento per farne un interessante ed originale cine-reportage. Temi come quello dei suicidi, dei rapporti tra indios e fazendero, la perdita dell’identità e dei valori degli antenati da parte delle nuove generazioni, vengono solamente accennati e poco sfruttati a livello narrativo. Rimane così un grande film incompiuto, pieno di buoni spunti lasciati galleggiare a mo' di riflessione senza elementi che la stimolino durante e dopo la visione. Della serie vorrei, ma non posso… [fabio melandri]