La
nebbia avvolge la città di San Francisco in un glaciale abbraccio
che cela i cadaveri che galleggiano nella baia, annulla i dettagli,
sfoca i contorni impedendo la dicotomica visione del mondo in buoni
e cattivi. A Frisco, ogni personaggio sembra nascondere un proprio
lato oscuro, vi è un senso di ineluttabile tragedia con la
vista di Alcatraz sullo sfondo mentre le mille luci dei suoi grattacieli,
di Chinatown, di Fisherman Warph non riescono ad annullare la solitudine
che devasta menti e corpi.
Un misterioso serial killer semina la bionde acque della baia di cadaveri,
uniti da un minimo comune denominatore che indirizza le indagini verso
il corpo di polizia. Qui Jessica Shepard (Ashley Judd) appena promossa
ispettore, si troverà a fronteggiare un caso che la porterà
a confrontarsi con i fantasmi di due genitori morti violentemente,
un rapporto dominante con gli uomini, un rabbia repressa, violenta
ed incontrollata.
Un film che descrive bene l'ambiente malsano e disperato in cui si
muovono i personaggi, con alcuni momenti di suspence ben congeniati
dal mestierante Philip Kaufmann (L'insostenibile leggerezza dell'essere,
L'invasione edgli ultracorpi), ma che confida troppo sull'intrepretazione
di una Judd poco credibile nella parte di poliziotta alcolizzata trascurando
invece due ottimi attori come Samuel L. Jackson ed Andy Garzia, perdendosi
in un finale scontato e risolto con sospettosa velocità.
Il grosso problema dei thriller odierni (parliamo di prodotti di puro
intrattenimento con poche ambizioni autoriali) è quello di
avere una idea interessante, di riuscirla a sviluppare talvota in
maniera accattivante per poi cadere nella banalità di un finale
che vorrebbe sorprendere, ma che in realtà, risulta scontato,
banale, illogico. A.A.A. sceneggiatori cercasi...[fabio
melandri]