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Quante
volte rivolgendosi agli americani si è sentito
dire: “Chi pensate di essere, i poliziotti del mondo?”
Trey Parker e Matt Stone gli irridenti autori di South
Park, hanno fatto propria questa prospettiva creando
Team America: World Police.
Joe quarterback dell’Università del Nebraska
e leader nato, Sarah studentessa empatica della scuola
di chiaroveggenza di Berkeley, Chris massimo esperto di
arti marziali di Detroit, Lisa psicologa di Princeton
specializzata in comportamenti terroristici e Gary attore
astro nascente di Broadway, sono i |
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componenti
del Team che dalle Piramidi del Cairo a canale di Panama,
passando per Parigi e la Corea del Nord combattono contro
un malvagio dittatore coreano pronto a tutto pur di creare
un nuovo ordine mondiale a suon di armi di distruzioni
di massa.
Potrebbe sembrare l’ennesimo action movie americano,
tronfio di patriottismo e spicciola morale a giustificazione
dell’esportazione a suon di guerre della democrazia
magari firmato Jerry Bruckheimer. In realtà è
molto di più. E’ una irresistibile parodia
condito di un umorismo esplicitamente a
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sfondo
sessuale, di immagini violente con scene di sesso esplicito
e corpi dilaniati e sventrati da colpi di arma da fuoco,
con un linguaggio sboccatissimo ed irriverente. Il tutto
con protagoniste delle marionette mosse attraverso fili
da un gruppo di geniali burattinai che si muovono su un
centinaio di set ricostruiti in scala 1:3.
Tutto old stile, con fili, stoffe e arte antica fatta
eccezione per i movimenti facciali delle marionette affidate
alla computer grafica. Il risultato è uno spassosissimo
film d’animazione in cui Alec Baldwin è il
miglior attore del mondo, ove Michael Moore in preda a
deliri di onnipotenza |
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si
fa saltare in aria, simil kamikaze, nella tana del Team
America, dove le tendenze pacifiste e liberal di attori
quali Tim Robbins, Susan Sarandon, Sean Penn, Samuel L.
Jackson e George Clooney vengono allegramente dileggiate
e messe alla berlina.
Un film con espliciti riferimenti a personaggi storici
e viventi, basta pensare che il cattivo di turno altri
non è che Kim Jong II, capo si stato della Repubblica
Democratica di Corea, erede di Kim II Sung, leader comunista
e fondatore della Corea del Nord nonché suo leader
dal 1948 al 1994. Kim Sung II che
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sognava di fare il produttore cinematografico, viene considerato
dagli americani un pericoloso dittatore terrorista, dai proprio
compatrioti un impareggiabile leader, autore di opere liriche
e progettista della torre Juche di Pyongyang.
Un film che gioca sul filo del pericolo, sull’orlo continuo
di facili accuse di sciovinismo, che sarebbe però errato
etichettare come film di propaganda repubblicana.
Un film che entusiasma per la perizia tecnica, le battute taglienti,
gli eccessi debordanti - 60 lunghissimi secondi con primo piano
sul viso di una delle marionette che vomita |
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l’incommensurabile – le invenzioni visive che impreziosiscono
un film unico nel suo genere e che ci auguriamo sia da viatico
per la distribuzione italiana di un altro film, stavolta europeo,
girato con la stessa tecnica e visto solo all’ultima Mostra
del Cinema di Venezia, Strings
(vedi Gli inediti de Il Grido). [fabio
melandri]
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