Team America: World Police
id.
Regia
Trey Parker
Sceneggiatura
Trey Parker, Matt Stone,
Pam Brady
Fotografia
Bill Pope
Montaggio
Tom Vogt
Musica
Harry Gregson-Williams
Disegnatore Pupazzi
Norman Tempia
Realizzatori Pupazzi
Chiodo Brothers
Anno
2005
Durata
90'
Nazione
USA
Genere
animazione
Distribuzione
UIP
Quante volte rivolgendosi agli americani si è sentito dire: “Chi pensate di essere, i poliziotti del mondo?” Trey Parker e Matt Stone gli irridenti autori di South Park, hanno fatto propria questa prospettiva creando Team America: World Police.
Joe quarterback dell’Università del Nebraska e leader nato, Sarah studentessa empatica della scuola di chiaroveggenza di Berkeley, Chris massimo esperto di arti marziali di Detroit, Lisa psicologa di Princeton specializzata in comportamenti terroristici e Gary attore astro nascente di Broadway, sono i
componenti del Team che dalle Piramidi del Cairo a canale di Panama, passando per Parigi e la Corea del Nord combattono contro un malvagio dittatore coreano pronto a tutto pur di creare un nuovo ordine mondiale a suon di armi di distruzioni di massa.
Potrebbe sembrare l’ennesimo action movie americano, tronfio di patriottismo e spicciola morale a giustificazione dell’esportazione a suon di guerre della democrazia magari firmato Jerry Bruckheimer. In realtà è molto di più. E’ una irresistibile parodia condito di un umorismo esplicitamente a
sfondo sessuale, di immagini violente con scene di sesso esplicito e corpi dilaniati e sventrati da colpi di arma da fuoco, con un linguaggio sboccatissimo ed irriverente. Il tutto con protagoniste delle marionette mosse attraverso fili da un gruppo di geniali burattinai che si muovono su un centinaio di set ricostruiti in scala 1:3.
Tutto old stile, con fili, stoffe e arte antica fatta eccezione per i movimenti facciali delle marionette affidate alla computer grafica. Il risultato è uno spassosissimo film d’animazione in cui Alec Baldwin è il miglior attore del mondo, ove Michael Moore in preda a deliri di onnipotenza
si fa saltare in aria, simil kamikaze, nella tana del Team America, dove le tendenze pacifiste e liberal di attori quali Tim Robbins, Susan Sarandon, Sean Penn, Samuel L. Jackson e George Clooney vengono allegramente dileggiate e messe alla berlina.
Un film con espliciti riferimenti a personaggi storici e viventi, basta pensare che il cattivo di turno altri non è che Kim Jong II, capo si stato della Repubblica Democratica di Corea, erede di Kim II Sung, leader comunista e fondatore della Corea del Nord nonché suo leader dal 1948 al 1994. Kim Sung II che
sognava di fare il produttore cinematografico, viene considerato dagli americani un pericoloso dittatore terrorista, dai proprio compatrioti un impareggiabile leader, autore di opere liriche e progettista della torre Juche di Pyongyang.
Un film che gioca sul filo del pericolo, sull’orlo continuo di facili accuse di sciovinismo, che sarebbe però errato etichettare come film di propaganda repubblicana.
Un film che entusiasma per la perizia tecnica, le battute taglienti, gli eccessi debordanti - 60 lunghissimi secondi con primo piano sul viso di una delle marionette che vomita

l’incommensurabile – le invenzioni visive che impreziosiscono un film unico nel suo genere e che ci auguriamo sia da viatico per la distribuzione italiana di un altro film, stavolta europeo, girato con la stessa tecnica e visto solo all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, Strings (vedi Gli inediti de Il Grido). [fabio melandri]