Queens of Langkasuka
Puen yai jom sa lad
Regia
Nonzee Nimibutr
Sceneggiatura
Winn Leawwarin
Fotografia
Nathakit Preecharoenwat
Montaggio
Nonzee Nimibutr
Scenografia
Ek Iemchuen
Costumi
Pisanu Warirak, Namphung Mojanakul, Chatchai Chaiyon
Musica
Chatchai Pongprapaphan
Interpreti
Ananda Everingham, Jarunee Suksawat, Sorapong Chatri, Anna Ris,
Jacqueline Apithananos, Chupong Changprung, Jesdaporn Pholdee
Produzione
Cinemasia Company Limited
Anno
2008
Nazione
Thailandia
Genere
fantasy
Durata
137'
Distribuzione
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Uscita
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Giudizio
Media
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Nel 17° secolo, la guerra imperversa e il Regno della Regina di Langkasuka è preso in scacco da un principe ribelle che ha fatto accordi con i malvagi pirati del capitano Corvo Nero: l’obiettivo è impossessarsi del cannone di Langkasuka. L’artiglieria è schierata, la fanteria è mobilitata, la forza “Doo Lam” è stata liberata. Lo scontro è critico. La regina di Langkasuka e le due sorelle principesse devono proteggere il reame dagli invasori, anche a costo di mettere al fronte la loro stessa vita…
Classe 1962 Nimibutr è regista (anche di pubblicità, corti e video-clip) produttore e sceneggiatore. Il suo lungometraggio più celebre - riconosciuto a livello internazionale - è l’elegante ghost story Nang Nak (presentato al Far East Film Festival di Udine nel 2000), film che lo accredita tra i grandi autori del nuovo cinema thailandese al fianco di Pen-Ek Ratanaruang, Wisit Sasanatieng and Apichatpong Weerasethakul.
Per la prima volta alle prese con un “fantasy action” a grosso budget, Nonzee Nimibutr racconta qui di pirati, di stregoni, di “cavalieri Jedi” subacquei che cavalcano balene e di potenti e contesi cannoni giganti. Una vivace umanità e una bizzarra artiglieria al centro di una appassionante saga capace di mescolare elementi arcaici con altri ultramoderni ricreando un universo dal sapore “salgariano”.
Considerato una sorta di
è “Pirati dei Caraibi asiatico” non mancano infatti riferimenti alla cultura e al cinema occidentale con tematiche come la formazione dell’eroe, il sacrificio per la giusta causa, la forza e suo lato oscuro che lo collega al cinema di George Lucas.
Pirati, creature mitologiche, grandi scene di battaglia su terra e mare, magia bianca e nera, amori e tradimenti, condiscono uno spettacolo avvincente dal punto di vista visivo ed emotivo, sostenuto da un ritmo altissimo ed una fluidità narrativa che nulla ha da invidiare ai colleghi americani.
Il film eccelle per le scene d’azione, con duelli brevi e crudeli capeggiati da donne che combattono come e quanto gli uomini, combattimenti dominati dall’abbondanza di una sorta di fantasia esotica che conduce, catturando lo spettatore, in modo fluido e avvincente, alla grande e spettacolare battaglia finale, guidata dalla presenza scenica di Ananda Everingham, l'Orlando Bloom asiatico.
[fabio melandri]