Il profumo della dama in nero
Le parfum de la dame en noirn
Regia
Bruno Podalydès
Sceneggiatura
Maureen Meyer
Fotografia
Christophe Beaucarne
Montaggio
Elise Fievet, Bruno Podalydès, Hervé de Luze
Musica
Philippe Sarde
Interpreti
Denis Podalydès, Sabine Azema, Pierre Arditi, Olivier Gourmet, Michael Lonsdale, Jean-Noel Broute', Vincent Elbaz, Claude Rich, Bruno Podalydès
Anno
2005
Durata
115'
Nazione
Francia
Genere
giallo
Distribuzione
Il Fuori Concorso della 62esima Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica di Venezia, che raggruppa sotto un’unica denominazione le vecchie categorie pontecorviane di Fuori Concorso e Mezzanotte, ha riservato ai “fortunati” frequentatori del Lido alcune opere UFO, veri oggetti difficilmente classificabili e sinceramente inspiegabili all’interno di un Festival del Cinema che porta orgogliosamente nella propria dicitura il termine Arte. Senza avere la puzza sotto il naso ed evitando di arroccarsi nei fortini della critica militante in difesa del presunto genio incompreso di Tizio o autore intellettualoide alla Caio, risulta francamente indifendibile l’operetta Il profumo della dama in nero di Bruno Podalydès, mediocre trasposizione di un racconto di Leroux come la precedente opera del regista transalpino Il Mistero della camera gialla, passato come una meteora anche nei cinema italiani un paio d’anni fa.
La trama è presto detta. Mathilde Stangerson e Robert Darzac, novelli sposi, si recano in villeggiatura a casa degli amici Edith e Arthur Rance al Chatéau d’Hercule, dove la loro quiete viene turbata dalla comparsa di un misterioso illusionista perito durante una delle sue esibizioni.
Abortito tentativo di rigenerare il filone giallo-avventuroso attraverso il recupero ed aggiornamento della grande tradizione del romanzo d’appendice, se ne deduce un’opera fuori dal tempo, scialba nella confezione come nella sostanza con una trama risibile e personaggi a metà strada tra le macchiette e la pura demenza.
[fabio melandri]