L’opera di un grande artista del Rinascimento, Piero della Francesca, raccontata da dietro le quinte, dal “retrobottega”. Siamo nel XV secolo a Sansepolcro: nella casa di una ricca famiglia di mercanti, si incontrano un apprendista intento a preparare i colori e le tele necessari al lavoro di Piero e una giovane donna, promessa sposa del fratello del pittore.

Il dialogo dei due, che evolve fra iniziali diffidenze e crescente curiosità, diventa l’espediente per spiegare allo spettatore le chiavi dell’arte di Piero della Francesca, le tecniche della sua pittura e le innovazioni da lui sperimentate. I rigorosi studi prospettici, l’attenzione per le proporzioni delle figure e per la composizione geometrica dell’immagine; i colori ad olio che prendono il posto della tempera, i cieli azzurri e luminosi che sostituiscono gli sfondi dorati tanto in voga all’epoca. Una riflessione che porta ad interrogarsi sul concetto stesso di arte: l’artista deve assecondare i gusti del pubblico e della committenza, oppure portare avanti la propria ricerca nonostante il rischio di non essere apprezzato? Deve lavorare per inseguire il successo, o per passione? L’arte è per pochi, o deve essere comprensibile a tutti? Può essere raccontata, spiegata, divulgata?

La scena di Piero della Francesca. Il punto e la luce gioca su più livelli, attraverso un gioco di trasparenze. I personaggi in scena, vestiti con i colori complementari del rosso e del verde, si muovono dietro un sottile pannello-finestra, sul quale vengono illustrate le leggi matematiche che sono alla base delle opere di della Francesca: sequenze numeriche, teorie prospettiche, strutture geometriche. Mentre, sullo sfondo, i video proiettati mostrano il lavoro preparatorio, dalla tessitura della tela alla miscelazione dei colori: i medesimi gesti artigianali che intanto il giovane apprendista mima sul palco. Vero protagonista della pièce resta il pittore, chiuso nel suo studio: sempre evocato, non compare mai.

La compagnia teatrale CapoTrave, di Sansepolcro come lo stesso Piero della Francesca, porta in scena uno spettacolo dall’impostazione didattica. In assenza di una vera e propria azione drammaturgica, l’esile sviluppo di quanto avviene sul palco fra i bravi attori stenta a configurare la pièce come un’opera teatrale autonoma: appare, piuttosto, come un pretesto, che riesce tuttavia nell’intento di far avvicinare lo spettatore all’arte di Piero della Francesca, e, concedendo soltanto pochi “assaggi” visivi delle opere, lo invoglia ad andarle a cercare, ad approfondire, a scoprire il linguaggio di un pittore straordinario. Perché è più importante «chi trova l’idea, di chi semplicemente la realizza».

Applausi del pubblicoRipetuti
Anno2015
OrganizzazioneMassimo Dottorini
Ideazione e regia teaser videoRegia video: Alessandro Paci. Elaborazioni video: Andrea Giansanti
ProduzioneCapoTrave/Kilowatt
Durata60'
InterpretiBarbara Petti e Gregorio De Paola
Aiuto regiaGianluca Cheli
LuciGiovanni Staropoli
MusicheGiovanni Di Giandomenico
RegiaLuca Ricci
AutoreIdeazione e drammaturgia: Lucia Franchi e Luca Ricci
TitoloPiero della Francesca. Il punto e la luce.
In scenaDal 16 al 21 febbraio 2016 al Teatro dell'Orologio - Via dè Filippini, 17/a - Roma