Il fatalista
O fatalistan
Regia
João Botelho
Sceneggiatura
João Botelho
Fotografia
Edmundo Diaz
Montaggio
Renata Sancho
Musica
Johannes Brahms, Lhasa
Interpreti
Rogério Samora, André Gomes, Rita Blanco, Suzana Borges, Jose Wallwnstein, Patricia Guerriero, Adriano Luz, Ana Bustorff
Anno
2005
Durata
99'
Nazione
Portogallo/Francia
Genere
drammatico
Distribuzione
Come spesso accade con il cinema di Botelho, che ci ha ormai abituati a digressioni filosofico-politiche partendo dalla rilettura di testi classici, anche in O fatalista l’arguto regista portoghese riprende il romanzo settecentesco di Diderot, “Jacques il fatalista” (lo stesso cui si era ispirato anche Bresson per La Dame du Bois de Boulogne) e lo ambienta ai giorni nostri.
Attraverso il viaggio di Tiago, autista di un uomo di classe, Botelho ci porta ancora una volta nel suo magico mondo di avventure tragicomiche tra visioni deliranti, incontri immaginari, storie d’amore e lotte di classe. Per il regista tutto il bene o il male che accade quaggiù è scritto lassù. Il senso della vita sta solo nel fato. Ma la fede nel destino se la deve sempre vedere con la possibilità che questo destino può essere comunque stravolto. Basta scegliere la direzione da far prendere ai propri pensieri e tutto può succedere. Quello che finora andava in una direzione può cambiare senso e andare nella direzione opposta. La realtà si sfaccetta, si moltiplica, si capovolge. E’solo l'uomo la causa e l'artefice di ogni cosa, basta rendersi conto che la vita è una strada piena di incroci da cui si può iniziare sempre e comunque un nuovo percorso.
Perennemente in bilico tra immagini e parole, O fatalista è un esempio di allegoria politica e morale in chiave moderna. Se nel ‘700 l’Illuminismo aveva bisogno di promuovere con opere scritte il progresso sociale e scientifico, oggi il cinema riesce a rappresentare per immagini la complessa molteplicità di valori che regolano la vita. Il bene trascina con sé il male così come il male trascina con sé il bene. Una cosa è vera così come è vero il suo esatto contrario. Dualismo cosmico in una caos generalizzato in cui tutto è possibile.

[marco catola]