Non prendere impegni stasera
id.
Regia
Gianluca Maria Tavarelli
Sceneggiatura
Gianluca Maria Tavarelli
Fotografia
Roberto Forza
Montaggio
Alessandro Heffler
Scenografia
Sonia Peng
Costumi
Loredana Buscemi
Musica
Luigi Seviroli
Produzione
Taodue Film
Interpreti
Giorgio Tirabassi, Alessandro Gassman, Micaela Ramazzotti, Paola Cortellesi, Luca Zingaretti, Francesca Inaudi, Rocco Papaleo
Anno
2006
Genere
drammatico
Nazione
Italia
Durata
96'
Distribuzione
Uscita

Anziché confermare il valore del giovane regista torinese, Non prendere impegni per stasera, delude e manca in gran parte l’obiettivo di emozionare in maniera intelligente gli spettatori abituati alle originali quanto intime storie di coppia in stile Un Amore.
Il film parte dalla fine come un giallo e ripercorre a ritroso i patimenti, le frustrazioni e i rancori di quattro coppie romane; tra chi non si ama più, chi forse non si è mai amato, chi prende consapevolezza che nella propria vita solitaria non c’è spazio che per sé stessi. Tavarelli costruisce, incasellando talvolta in maniera sapiente, una storia che costituisce un monito alle catastrofiche conseguenze che la mancanza d’amore può produrre. Come nei precedenti lavori (Portami via, Qui non è il Paradiso, Liberi) si analizzano sentimenti da un punto di vista esistenziale e generazionale; tuttavia proprio la struttura corale banalizza, rende ripetitivo e poco approfondito in contenuto della storia: si ha l’impressione di star seduti su di una barchetta, sentiamo il legno sotto i nostri piedi che scricchiola vistosamente e l’acqua che comincia a salire, nessuno può ingannarsi su come andrà a finire…
Delle quattro storie la più riuscita è senza dubbio quella che vede protagonisti Luca Zingaretti e la brillante esordiente Micaela Ramazzotti: lui affermato professionista in piena crisi di mezza età, lei genuina/ingenua commessa in un negozio di scarpe capace di pensare l’amore in termini primitivi e disinteressati. Ben riuscito anche il personaggio del professore universitario che cerca invano di riallacciare il rapporto con la sua ex (Donatella Finocchiaro), interpretato con un giusto mix di stralunatezza e cinismo da Valerio Binasco. Fuori misura, invece, appare la recitazione di Alessandro Gassman, che non riesce a dar forza all’irruento ed insoddisfatto costruttore edile di cui veste i panni, rimanendo più volte imbrigliato in una recitazione eccessivamente caricaturale, colpa in parte anche della sceneggiatura.
La regia offre buoni spunti, angolature voyeuristiche, prospettive distaccate, scampoli di una urbanità per nulla scontata, che aiutano a delineare l’intreccio della storia, non rimanendo un vuoto scenario riempitivo alla Muccino. In definitiva Non prendere impegni per stasera, pur non essendo un pessimo film, non decolla e di certo non è il film della maturità di Tavarelli, cui resta il merito, grazie ai suoi precedenti lavori, di aver scoperto il talento di Fabrizio Gifuni e di aver (ri)lanciato a livello cinematografico la città di Torino, ambientazione di molti fortunati lavori in tempi recenti. Speriamo, citando la dedica finale di uno dei suoi film presa in prestito da Corto Maltese, che Tavarelli “torni ad alzare lo sguardo verso quella linea dell’orizzonte, che fissa in lontananza, costituisce un continuo invito ad andare”.
[matteo burioni]