Molto rumore per nulla” è una delle più brillanti commedie shakespeariane, scritta tra il 1598 ed il 1599 ed ambientata a Messina: il giovane conte Claudio, amico del Principe Pedro di Aragona, si innamora della giovane Ero, figlia dell’anziano Leonato, amico di vecchia data del Principe. A testimonianza dell’amor nascente Benedetto, giovane dai modi eleganti e sarcastico nel suo parlar d’amore, nonostante i gentili screzi sull’argomento con la cugina di Ero, Beatrice. Ma la storia d’amore tra Ero e Claudio trova ostacoli, a cominciare dall’azione del fratello del Principe Pedro, Don Juan, un tempo rinnegato dal fratello, poi perdonato e riammesso alla sua compagnia.

shakespeare-rock-locQuesto in breve il canovaccio dell’opera originale. Da sempre al cinema e in teatro, le opere del Bardo sono state rilette; modernizzate nei tempi e nei dialoghi; traslate in passati remoti o futuri prossimi; ambientati in generi lontani come fantascienza e musical. Questo per la forza dei loro intrecci narrativi, per l’universalità dei sentimenti che muovo le azioni di uomini “umani” nel bene quanto nel male, in cui persone di ogni latitudine può riconoscersi in tutto o in parte. Le opere di Shakespeare, pur fondanti su canovacci rigidi ed immutabili, conservano degli interstizi abbastanza larghi da permettere operazioni del genere.

“Molto rumore per nulla – Shakespeare in Rock” di Manuel Fiorentini, sfrutta queste intercapedini per costruire un’opera dall’identità francamente indefinita: Parte come una versione post-moderna dell’opera, con personaggi in costumi contemporanei, dialoghi pieni di dialettismi ed inflessioni moderne conservando tuttavia, la trama originale. È costruito come una successione di quadri, intervallati da stacchi musicali, eseguiti dal vivo dai Blues Jackets, con musiche che variano dai Led Zeppelin ai Deep Purple, da Stevie Wonder a Alice Cooper, dagli Extreme ai Queen, da Anouk ai Beatles. Questo fino alla fine del primo atto.

Poi durante l’intervallo succede qualcosa. La seconda parte dello spettacolo si sviluppa in maniera completamente diversa, quasi che il tracciato shakesperiano non basti più e si desideri riempire una sorta di vuoto, usando numeri da avanspettacolo di bassa lega. Gag comiche tirate per le lunghe, balletti musicali alla Village People che, senza alcuna logica, vengono perpetuati e reiterati senza alcuna logica narrativa se non tentando di strappare risate su risate ad un pubblico compiacente come può essere quello di una prima. Peccato questa caduta di stile, perché pur nelle debolezze strutturali, lo spettacolo si avvale di alcune idee interessanti, vedi la figura del Caos interpretata con una gioiosità clownesca alla “Cirque de Soleil” dalla brava Maria Antonia Fama, o l’interpretazione di Marco Zordan, il più convincente tra tutti gli attori in scena, nel ruolo di Benedetto.

Diseguale, camaleontico, a tratti noioso, “Molto rumore per nulla – Shakespeare in Rock” lascia l’amara sensazione di una buona occasione mancata, di un voler gratuitamente strafare per annegare in un mucchio di parole quel poco di buono ed interessante che solo a tratti si riesce a cogliere.

TitoloMolto rumore per nulla - Shakespeare in Rock
AutoreWilliam Shakespeare
AdattamentoManuel Fiorentini
RegiaManuel Fiorentini
MusicheBlues Jackets (Mario Farina, Alberto Sorrentino, Light Palone, Emiliano Angiuli)
InterpretiMarco Zordan, Fosca Banchelli, Carmine Balducci, Lucia Nicolini, Michele Cordaro, Cristiano Adiutori, Ermenegildo Marciante, Maria Antonia Fama, Alessandro Di Somma, Antonello Pascale
Anno2010
GenereCommedia musicale
CompagniaTeatro della Giostra
In scenafino al 18 aprile 2010 al Teatro Cometa Off di Roma