Love
id.
Regia
Vladan Nikolic
Sceneggiatura
Vladan Nikolic
Fotografia
Vladimir Subotic
Montaggio
Vladan Nikolic
Musica
Standing in lines
Interpreti
Sergej Trifunovic, Geno Lechner, Peter Gevisser, Didier Flamand, Mario Padula, Al Naz, Liat Glick, Eric Frandsen, Kerry Rossi
Anno
2005
Durata
94'
Nazione
USA/Serbia
Genere
poliziesco
Distribuzione
Mikado
Vania è un killer di professione emigrato negli USA dopo la guerra civile che ha mandato in frantumi il suo paese d’origine, la Jugoslavia; Anna è la sua ex fidanzata, medico approdata in America dopo esser stata volontaria in giro per il mondo con Medici senza Frontiere. I due sono i protagonisti di un thriller dell’anima, quella di uomini senza patria che cercano di ricostruirsi una vita, un’identità in quel crogiolo di lingue, culture ed etnie che sono gli Stati Uniti d’America. Un’opera che infrange e frantuma l’unità spazio – temporale per un relativismo narrativo che non è sterile pavoneggiamento estetico ma dichiarazione di poetica in una New York inusuale ed assai poco turistica, in un universo noir che ha la ferocia ironica di James Chase, l’ineluttabilità di Woolrich, la rabbia disperata di Goodis.
Vladan Nikolic, regista/sceneggiatore/montatore per lungometraggi, documentari, spot pubblicitari e video musicali ci racconta l'America degli immigrati (slavi, italiani, francesi, libanesi), dei piccoli trafficanti e boss da quattro soldi, di poliziotti con aspirazioni artistiche-letterarie attraverso una storia di borse piene di soldi e denari, poliziotti corrotti, travestiti, inganni e giochi sul filo di pericolosi ricordi. Un film sulla difficoltà di ricominciare una vita, di ricerca della propria identità e sulle difficoltà di dover sopravvivere.
Un’opera imperfetta la cui reiterata ed insistita scelta stilistica può sfiorare in alcuni momenti lo sterile esercizio stilistico, ma dotato di una sincerità di fondo e di visione da meritarsi un occhio di riguardo ed una clemenza di giudizio. Presentato nella sezione Giornate degli Autori ed acquistato in Italia dalla Mikado
. [fabio melandri]