Vania
è un killer di professione emigrato negli USA dopo la
guerra civile che ha mandato in frantumi il suo paese d’origine,
la Jugoslavia; Anna è la sua ex fidanzata, medico approdata
in America dopo esser stata volontaria in giro per il mondo
con Medici senza Frontiere. I due sono i protagonisti di un
thriller dell’anima, quella di uomini senza patria che
cercano di ricostruirsi una vita, un’identità in
quel crogiolo di lingue, culture ed etnie che sono gli Stati
Uniti d’America. Un’opera che infrange e frantuma
l’unità spazio – temporale per un relativismo
narrativo che non è sterile pavoneggiamento estetico
ma dichiarazione di poetica in una New York inusuale ed assai
poco turistica, in un universo noir che ha la ferocia ironica
di James Chase, l’ineluttabilità di Woolrich, la
rabbia disperata di Goodis.
Vladan Nikolic, regista/sceneggiatore/montatore per lungometraggi,
documentari, spot pubblicitari e video musicali ci racconta
l'America degli immigrati (slavi, italiani, francesi, libanesi),
dei piccoli trafficanti e boss da quattro soldi, di poliziotti
con aspirazioni artistiche-letterarie attraverso una storia
di borse piene di soldi e denari, poliziotti corrotti, travestiti,
inganni e giochi sul filo di pericolosi ricordi. Un film sulla
difficoltà di ricominciare una vita, di ricerca della
propria identità e sulle difficoltà di dover sopravvivere.
Un’opera imperfetta la cui reiterata ed insistita scelta
stilistica può sfiorare in alcuni momenti lo sterile
esercizio stilistico, ma dotato di una sincerità di fondo
e di visione da meritarsi un occhio di riguardo ed una clemenza
di giudizio. Presentato nella sezione Giornate degli Autori
ed acquistato in Italia dalla Mikado.
[fabio
melandri]
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