Letters to Juliet
id.
Regia
Gary Winick
Sceneggiatura
Jose Rivera, Tim Sullivan
Fotografia
Marco Pontecorvo
Montaggio
Paul Tothill
Scenografia
Stuart Wurtzel
Costumi
Nicoletta Ercole
Musica
Andrea Guerra
Interpreti
Amanda Seyfried, Christopher Egan, Franco Nero, Gael García Bernal, Vanessa Redgrave
Produzione
Summit Entertainment, Applehead Pictures
Anno
2010
Nazione
USA
Genere
sentimentale
Durata
105'
Distribuzione
Eagle Pictures
Uscita
25-08-2010
Giudizio
Media

Da New York a Verona. Potrebbe essere un viaggio d'amore, ma le premesse spesso vengono smentite dai fatti. La giovane Sophie (Amanda Seyfried, già vista in "Mamma mia") è una giornalista in erba, ma al momento al “New Yorker” per cui lavora, ad anche bene, è solo una verificatrice di notizie. Il suo sogno è di avere tra le mani lo scoop della vita, poter raccontare una storia che sia solo sua. L'occasione si presenta in modo del tutto inaspettato. Sta per sposarsi con Victor (Gael García Bernal), ma prima del grande giorno, i due (ne siamo così sicuri?) decidono di partire per Verona, per una luna di miele anticipata. Nella città dell'amore la coppia si separa: Victor è interessato in realtà a stringere rapporti professionali con i fornitori italiani che utilizzerà nel ristorante di prossima apertura nella Grande Mela. Per Sophie, invece, si prospetta una vacanza “studio”. Nel cortile della casa di Giulietta Capuleti, la ragazza trova la lettera d'amore di una tale Claire (Vanessa Redgrave) per il suo Lorenzo (Franco Nero) Bartolini (cognome ripetuto milioni di volte durante tutto il film), depositata 50 anni prima e rimasta nascosta tra le pietre del muro.
Intenerita, l'americana prima fa amicizia con le “segretarie di Giulietta” (Luisa Ranieri, Marina Massironi, Milena Vukotic e Luisa De Santis), poi decide di unirsi a loro e rispondere alla lettera accorata di Claire. Bastano poche ore (posta celere?) ed ecco presentarsi a Verona la vecchia Claire, in compagnia del bel nipote Charlie (Christopher Egan), a prima vista scettico e polemico. È l'occasione per il servizio che cercava, ma anche l'inizio di un'avventura romantica che modificherà le loro vite. I tre partono per la Toscana in cerca del fantomatico Lorenzo, nella speranza di far riscoccare la scintilla tra i due, oramai maturi, amanti.
Per chi ama il genere romantico fatto di frasi sdolcinate, intrecci prevedibili, attori belli e fotogenici, panorami da cartolina e scontato lieto fine, “Letters to Juliet” è il film da vedere. Tutto scorre secondo un copione noto, grazie ad anni di commedie romantiche.
Gary Winick (esperto del genere grazie a opere come "Bride Wars - La mia migliore nemica " e "30 anni in 1 secondo") è facilitato nell'impresa registica da panorami e sfondi naturalistici che non potrebbero mettere in difficoltà nemmeno un autore alle prime armi (ottima la fotografia di Marco Pontecorvo). Girato in Italia, il cast ha al suo interno molti attori italiani (il più divertente è lo sketch con Remo Remotti), che non sfigurano troppo, nonostante sembrino usciti da una fiction (perché la Ranieri deve didascalicamente avere sempre una penna tra i capelli?). Il Bartolini su cui ruota tutto il film è Franco Nero: la sua apparizione davanti ad una Redgrave perfetta nel ruolo, avviene verso la fine della pellicola e il coup de théâtre degli sceneggiatori è di farlo apparire a cavallo. A stento si trattengono le risa. Tutto è bene quel che finisce bene.
[valentina venturi]