Caravaca
è un giovane attore di talento visto di recente in
Son frère di Patrice Chereau
e in “Novo” di Jean-Pierre Limosin. Viene dal
teatro e ha frequentato l’Actor’s Studio di New
York. Le passager segna il suo
esordio dietro la macchina da presa ed era in concorso nella
sezione “Settimana della critica” al Festival
di Venezia 2005.
Anche per il suo primo film Caravaca sceglie una storia di
fratelli. Thomas vive a Parigi con la moglie e il figlio appena
nato. La morte improvvisa, avvenuta per suicidio, del fratello
maggiore Richard lo riporta nella natia Marsiglia dove sarà
costretto a fare i conti con un passato che aveva rimosso…
Ennesima storia di riconciliazione faterna post mortem, ha
almeno il merito di non seguire un percorso narrativo lineare
preferendo sguazzare in un’ambiguità seducente.
Thomas non è il buon samaritano che ritorna sui suoi
passi. O meglio il passato da cui fugge l’ha occultato
di proposito, non lo ha dimenticato inconsciamente. Thomas
non aspetta che il trauma riemerga prepotentemente ma gioca
con i tempi come il gatto con il topo. In realtà si
ricorda che cosa vent’anni prima l’aveva spinto
a scappare da Marsiglia e a non voler rivedere più
il fratello ma lascia a chi gli sta intorno il dovere di rievocare
il passato che lo riguarda. I personaggi si moltiplicano,
gli eventi si mischiano ma la fine è sempre quella.
Chi rifugge il passato prima o poi si ritroverà in
un vicolo cieco. Tanto vale affrontarlo una volta per tutte
e non pensarci più. [marco
catola]