L’intoccabile
del titolo è il vero padre di Jeanne. Jeanne fa l’attrice
ed è cresciuta con la madre, non ha mai avuto un padre.
Il giorno del suo trentesimo compleanno la madre le rivela
che in uno dei suoi viaggi giovanili in India conobbe un uomo
del posto e se ne innamorò. Poco dopo rimase incinta
di lei. Jeanne apprende così di avere un padre. Un
padre che non ha mai conosciuto. E’ un indiano. E un
intoccabile, cioè appartenente ad una casta di rinnegati
dalla società. Jeanne si sta preparando per recitare
in teatro “Santa Giovanna dei macelli” di Brecht
ma decide di lasciare le prove e partire per l’India
alla ricerca del padre…
Il viaggio di Jeanne è fin troppo simbolico: inseguendo
le proprie radici troverà in realtà se stessa.
Viaggio fisico ma anche interiore, spirituale, di completamento.
Una metà della sua affettività è rimasta
latente per molti anni. L’assenza del padre non le era
mai pesata più di tanto. O forse se ne era fatta una
ragione. La recitazione le aveva offerto la chiave necessaria
per aprirle il cuore e colmare quella mancanza. Eppure la
rivelazione della madre, così repentina e brusca, risveglia
in lei un istinto quasi primordiale di conoscenza. L’amore
filiale cela la necessità di chiarezza interiore. E
non ci pensa due volte a lasciare tutto pur di fare chiarezza
dentro di sé. La recitazione è di certo un rimedio
alla sua sofferenza ma è pur sempre un palliativo.
Ritrovare suo padre è una chance concreta che non si
può lasciar scappare. Ma non ha i soldi per il viaggio
e allora accetta di recitare in un film che non le interessa
in una sorta di prostituzione artistica. E’quasi un
martirio il suo. A testimonianza che il viaggio che sta per
intraprendere è irto di ostacoli. Ma costellato di
incontri fortuiti (il vecchio in aereo, la coppia di omosessuali,
la suora) che le presagiscono la verità di un altro
mondo al di là di quello terreno e puramente occidentale.
L’incontro con il padre sarà distaccato. Come
distaccata è la simbiosi tra estranei. Ma lascerà
il segno. La completezza spirituale passa attraverso la rinascita.
Il suo percorso è esattamente uguale a quello dei morti
che vengono bruciati all’alba sulle rive del Gange.
La fine è in realtà l’inizio. Attendono
di morire perché sanno di rinascere. E così
fa Jeanne che, raccolta l’esperienza del ritrovamento
del padre in una discrezione morale sorprendente, lascerà
l’India e tornerà a riprendere la sua vita di
sempre.
[marco catola]