Il
dolore, il senso di colpa, la ricerca della felicità,
questi sono i cardini attorno ai quali ruota la storia di Frank
(Federico Luppi), un contadino della Patagonia che non è
mai uscito dal suo villaggio. La morte della figlia lo condurrà
fino a Buenos Aires dove rincontrerà la nipote Alina
(Antonella Costa). Frank porta con sè la notizia della
morte della madre di Alina, i propri ricordi e un segreto che
aveva giurato di non svelare. La sua breve permanenza rinforzerà
i legami affettivi e permetterà alla nipote di riflettere
sulla propria vita e i propri sentimenti.
Un piccolo dramma familiare, intimista, claustrofobico sebbene
con diverse scene all’aperto, diventa metafora di uno
scontro generazionale, di un confronto tra un Argentina contadina,
legata fortemente a valori come la famiglia, la casa e Dio ed
un’Argentina in cammino verso una modernità che
tarda a venire, dominata dalla tecnologia e da sentimenti usa-e-getta.
Un film calibratissimo, scritto con leggerezza nonostante la
tematica drammatica e che convince grazie ai due strepitosi
interpreti convinti e convincenti nell’affrontare i loro
personali demoni e pronti entrambi ad assumersi alla fine le
proprie responsabilità con una dignità da tragedia
classica d’altri tempi.
[fabio melandri]
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