laureato-1Essere spettatori teatrali de Il Laureato comporta una difficoltà a priori: l’inevitabile confronto con la versione cinematografica. Pur essendo entrambe le versioni tratte dallo stesso romanzo di Charles Webb, se lo spettatore si aspetta una trasposizione teatrale, all’ombra della sceneggiatura cinematografica, rimarrà disorientato.
Il testo, portato in scena da Giuliana De Sio (Mrs Robinson, Anne Bancroft sulla pellicola) e Giulio Forges Davanzati (Ben Braddock, che fu Dustin Hoffman), racchiude molte scene non riportate nell’omonimo film, molte delle quali esasperano ancor di più il tono nichilista della commedia.

In questa commedia, Mrs Robinson e Ben sono più che mai estraniati dal mondo che li circonda, incapaci di comunicare tra loro eppure così attratti reciprocamente da non riuscire a prescindere l’uno dall’altra. Rimane la storia di un ragazzo appena laureato, sulle cui spalle gravano le aspettative familiari, che trova conforto in un’ammaliante donna di mezza età, annoiata dal proprio matrimonio e dalla quotidianità. Rimangono i significati, la carica di un messaggio forte, di rottura, soprattutto quando si claureato-3ontestualizza il testo cronologicamente. Alla fine degli anni ‘60 era necessario prendere una posizione: rinnegare, o accettare i modelli imposti da una società ancorata a pochi, semplici valori. Ciò che il testo di Webb dimostra ancor oggi, è la capacità di coinvolgere lo spettatore in questa tensione anche quando nessuno è ormai chiamato a prendere posizione. Ai nostri giorni la trasgressività è ben tollerata, quasi cade nell’indifferenza; allo stesso modo, valori forti e certezze in cui identificarsi non esistono più. Eppure, Benjamin e Mrs Robinson riescono sempre a far provare il brivido della rottura con il loro mondo, ormai inaspettatamente lontano dal nostro.

La scelta per il ruolo di Mrs Robinson ricade su Giuliana De Sio che ci ha abituato a personaggi apatici, spesso vittime della propria insofferenza verso ciò che li circonda. Anche ne Il Laureato riesce perfettamente a trasmettere queste sensazioni, attraverso le risa volontariamente amplificate, l’approccio nevrotico ed i repentini cambi d’umore che, pur risultando coerenti con il personaggio, sembrano essere l’unica risorsa per esternare le emozioni di Mrs Robinson.
laureato-2Se l’appiattimento della De Sio può essere funzionale alla commedia, aggiungendoci quello di Giulio Forges Davanzati si arriva ad una monotonia poco gradevole. Ciò non toglie che nel personaggio di Ben offra un’ottima interpretazione: sono lampanti la sua grande esperienza tecnica e le potenzialità del giovane attore, fresco dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica che, per questo motivo, è vittima di gabbie comuni a molti dei suoi colleghi: la dizione perfetta che diviene artificiosa; i movimenti più semplici che perdono l’immediatezza per uno studio gestuale troppo articolato.

Alla buona riuscita finale dello spettacolo contribuisce l’impianto scenografico del Teatro Quirino (uno dei più apprezzabili tra i teatri romani) che consente la creazione di scene su molti livelli di profondità, grazie all’uso dei pannelli scorrevoli. Non va dimenticata neanche la celeberrima colonna sonora di Simon & Garfunkel, che integra le ambientazioni dello spettacolo con la stessa freschezza della versione cinematografica. [simone salis]

TitoloIl laureato
AutoreCharles Webb
AdattamentoAntonia Brancati e Francesco Bellomo
RegiaTeodoro Cassano
MusicheRenato Giordano con brani di Paul Simon, Art Garfunkel
SceneCarmelo Giammello
CostumiTeresa Acone
LuciRaffaele Perin
InterpretiGiuliana De Sio, Giulio Forges Davanzati, Antonio Petrocelli, Valentina Cenni, Giulia Weber, Paolo Gattini, Adriana Fortunato
ProduzioneFrancesco Bellomo, The Dreamers Production
Anno2009
GenereDrammatico
In scenafino al 1 febbraio al Teatro Quirino di Roma