Garpastum
id.
Regia
Aleksey German Jr
Sceneggiatura
Oleg Antonov, Alexander Vaynshteyn,
Aleksey German Jr
Fotografia
Oleg Lukichov
Montaggio
Ivan Lebedev
Musica
Igor Vdovin
Interpreti
Evgeny Pronin, Danila Kozlovsky, Dmitry Vladimirov, Alexander Bykovsky, Chulpan Khamatova, Iamze Sukhitashvili
Anno
2005
Durata
116'
Nazione
Russia
Genere
drammatico
Distribuzione
Unione Sovietica, 1914 all’alba del primo conflitto mondiale. Quattro ragazzi sono uniti dall’amicizia, dalla passione per il calcio, dal sogno di costruirsi un campo di calcio. Le loro vite scorrono tra partite di palloni, provini, relazioni con donne più adulte mentre sullo sfondo scorrono gli eventi e le immagini che porteranno alla Rivoluzione del 1917. Un film ambientato volutamente in un’epoca di grandi cambiamenti che portano alla memoria i cambiamenti più recenti dalla frantumazione dell’Unione Sovietica alla nascita delle diverse Repubbliche indipendenti. Un’opera dal respiro epico e dallo stile classico, confezionato elegantemente da una fotografia seppiata che fa tanto spot Nike.
Garpastum, parola latina che va a significare l’antico gioco con il pallone, è un film sul senso dell’onore, sull’ineluttabilità di destini già segnati e su scelte ineluttabili da compiere, che pesca nella grande tradizione del romanzo russo.
La confezione elegante lo rende un perfetto film da festival, a discapito di passioni ed emozioni che invece dovrebbero affiorare di tanto in tanto, per risvegliare lo spettatore da un torpore estetico che lo divora dentro. Il cinema russo sembra aver perso per strada la sua peculiarità, i suoi caratteri distintivi per inseguire una tipologia di cinema perfettino, elegante ma assai povero di forza e nerbo. A Venezia c’è stato chi lo ha amato profondamente e chi lo ha detestato. Noi siamo a metà strada tendente verso i secondi.
[fabio melandri]