È bello arrivare in teatro e vedere l’autore e regista che chiacchierare con il pubblico amabilmente nel cortile e accompagnare le persone all’interno. Se questo autore è Stefano Benni autore di successo di libri, film e tanto altro, la situazione diventa ancora più piacevole.
Il teatro Argot produce “Effimera“, un monologo scritto e diretto da Benni con la collaborazione alla regia di Viviana Dominici.
La scenografia che accoglie il pubblico nel piccolo (e a dire il vero un po’ caldo), teatro romano (lo stesso Benni si è premurato di far spegnere l’aria condizionata) è curata nei dettagli da Pietro Perotti e rappresenta un bosco a metà fra il reale e il piccolo Paese dove vivono i Puffi con piante, funghi che si premono, animali statici e tanto colore.

Si spengono le luci e si viene accolti da un bozzolo già in scena, dal quale emerge la brava Dacia D’acunto che in poco meno di un’ora guida la platea in uno spettacolo surreale ma attuale, come solo Benni sa fare.
La protagonista è una fata farfalla che vive solo un giorno e che ci racconta della sua vita effimera come il titolo dello spettacolo, raccontando la sua storia. La nascita, gli amori, i sogni fino alla vecchiaia e alla morte come un ritorno nel bozzolo da cui è uscita, con parole serrate che alternano momenti di ironia, a momenti di riflessione drammatica.

Ma qual è il centro del monologo? Per dirla con una celebre canzone di Peter Hamill “non conosco un tempo migliore di vivere di ora”; quello che Benni vuole dire, è che bisogna vivere ogni momento come se fosse l’ultimo, il centro della nostra intera esistenza perché non tornerà mai come l’abbiamo vissuto in quell’istante.
Rincorriamo allora i nostri sogni, i desideri, le paure e le passioni nel momento stesso in cui le viviamo, non bisogna avere paura di vivere una vita piena perché è ciò che ci fa essere completi.

Il concetto viene sottolineato da attenti rumori ambientali, musiche in tema (alcune del videogioco Pacman) e da battute al fulmicotone che non risparmiano i pregiudizi del mondo che la giovane fata non riesce a comprendere. Ma Benni non risparmia nessuno: né la chiesa, né i preconcetti sui Gender o tantomeno il mancato rispetto per l’ambiente.
Per chi ama la poetica burlona ma sempre acuta di Benni, questo spettacolo che nella sua brevità ha la sua forza è da vedere.
L’unico appunto risiede proprio nella sua brevità: “Effimera” tocca tanti temi in così poco tempo, da sfiorare involontariamente la superficialità (che non appartiene all’autore).
Rimane comunque un piccolo gioiello da godere.
(LUCA CASCIOLA)

TitoloEffimera
AutoreStefano Benni
RegiaStefano Benni, Viviana Dominici
ScenePietro Perotti
CostumiLucrezia Farinella
SuonoFabio Vignaroli
LuciGiuseppe Filipponio
InterpretiDacia D'Acunto
ProduzioneArgot Produzioni
Anno2015
GenereMonologo