Belzec
id.
Regia
Guillaume Moscovitz
Sceneggiatura
Guillaume Moscovitz
Montaggio
Lise Beaulieu, Marie Liotard, Claire Le Villain
Fotografia
Guillaume Schiffman, Stéphane Massis, Guillaume Genini, Carlo Varini, Malick Brahimi
Anno
2005
Durata
100'
Nazione
Francia
Genere
documentario
Distribuzione
Istituto Luce

Belzec, in Polonia, è stato uno dei campi di concentramento costruiti dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Pur non essendo tra i più famosi, il lager di Belzec è stato teatro nel 1942 dello sterminio di circa 600.000 ebrei. I deportati provenivano soprattutto da Cracovia e Lvov, ma anche dalla Germania, dall’Austria e dalla Cecoslovacchia.
Non si è mai parlato molto di questo campo perché i nazisti nei primi mesi del ’43 lo smantellarono, riesumarono i cadaveri e li cremarono facendo sparire così ogni traccia della sua esistenza (oggi si presenta infatti come un’enorme distesa di alberi frondosi). Tuttavia i russi scoprirono l’orrenda verità svelando i punti oscuri di accadimenti atroci e criminali che di fatto non è stato possibile occultare totalmente. Questo documentario ne è la prova.
Ispirandosi allo stile del grande regista Claude Lanzmann e al suo capolavoro Shoah, Belzec contribuisce a far uscire dall’oblio uno degli innumerevoli orrori messi in atto da i nazisti. Attraverso il racconto di vecchi cittadini polacchi che hanno partecipato alla costruzione del campo di concentramento e che oggi sono ancora vivi, riaffiora un terribile passato. I toni sono tutt’altro che rassicuranti. Dai racconti emerge il senso di colpa di persone qualunque che allora, per paura di essere uccisi dai tedeschi, si sono rifiutate di aiutare ebrei in fuga che cercavano un posto dove nascondersi.Così come emerge la consapevolezza che se oggi succedesse di nuovo una cosa del genere tutti si comporterebbero nello stesso modo. Le testimonianze dei sopravvissuti di Belzec non ci sono perché da Belzec tornò vivo soltanto Rudolf Reder, che scrisse un memoriale sulla sua terribile esperienza.
Belzec è stato inserito, come evento speciale, nel cartellone ufficiale della 20a edizione della Settimana Internazionale della Critica nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2005. [marco catola]