Belzec,
in Polonia, è stato uno dei campi di concentramento
costruiti dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale.
Pur non essendo tra i più famosi, il lager di Belzec
è stato teatro nel 1942 dello sterminio di circa 600.000
ebrei. I deportati provenivano soprattutto da Cracovia e Lvov,
ma anche dalla Germania, dall’Austria e dalla Cecoslovacchia.
Non si è mai parlato molto di questo campo perché
i nazisti nei primi mesi del ’43 lo smantellarono, riesumarono
i cadaveri e li cremarono facendo sparire così ogni
traccia della sua esistenza (oggi si presenta infatti come
un’enorme distesa di alberi frondosi). Tuttavia i russi
scoprirono l’orrenda verità svelando i punti
oscuri di accadimenti atroci e criminali che di fatto non
è stato possibile occultare totalmente. Questo documentario
ne è la prova.
Ispirandosi allo stile del grande regista Claude Lanzmann
e al suo capolavoro Shoah, Belzec
contribuisce a far uscire dall’oblio uno degli innumerevoli
orrori messi in atto da i nazisti. Attraverso il racconto
di vecchi cittadini polacchi che hanno partecipato alla costruzione
del campo di concentramento e che oggi sono ancora vivi, riaffiora
un terribile passato. I toni sono tutt’altro che rassicuranti.
Dai racconti emerge il senso di colpa di persone qualunque
che allora, per paura di essere uccisi dai tedeschi, si sono
rifiutate di aiutare ebrei in fuga che cercavano un posto
dove nascondersi.Così come emerge la consapevolezza
che se oggi succedesse di nuovo una cosa del genere tutti
si comporterebbero nello stesso modo. Le testimonianze dei
sopravvissuti di Belzec non ci sono perché da Belzec
tornò vivo soltanto Rudolf Reder, che scrisse un memoriale
sulla sua terribile esperienza.
Belzec è stato inserito, come evento speciale, nel
cartellone ufficiale della 20a edizione della Settimana Internazionale
della Critica nell’ambito della Mostra Internazionale
d’Arte Cinematografica di Venezia 2005.
[marco catola]