Asì
id.
Regia
Jesús-Mario Lozano
Sceneggiatura
Jesús-Mario Lozano
Fotografia
Emiliano Villanueva
Montaggio
Oscar Montemayor
Musica
Fred Saboonchi
Interpreti
Roberto Garcia Suarez, Berenice Almaguer, David Gonzalez, Olivier Cantù
Anno
2005
Durata
80'
Nazione
Messico
Genere
drammatico
Distribuzione
Quanto valgono nella vita di tutti giorni 32 secondi? Nel suo primo lungometraggio il messicano Jesùs-Mario Lozano sembra volere dare risposta a questo quesito. Lozano segue giorno per giorno la vita di Ivan tra le mura della sua piccola stanza riprendendolo sempre alla stessa ora, le 11:32, per 32 secondi (il tempo massimo, secondo alcuni studi, di concentrazione di uno spettatore su un’immagine). Vediamo così Ivan che fa la conoscenza di una coppia di giovani attori che lo coinvolgono nelle prove del loro spettacolo e in un torbido triangolo sessuale, che aiuta un amico cieco a preparare gli esami universitari, che si prende cura delle sue tartarughe, che sfoglia libri d’arte, che guarda la tv, che si ingozza di cibo, che risponde al telefono, che ascolta le liti dei vicini. Una vita solitaria, imprigionata in un mondo personale che non prevede alcuna intromissione esterna. Solo nel momento in cui l’amico non vedente gli regala una videocamera sarà in grado diaprire uno squarcio sulla realtà circostante che si erge al di fuori della sua stanza e di avviare così un progressivo processo di maturazione.
32 secondi. Un’eternità. Nelle mani di Lozano. O di chiunque altro. La dissolvenza a nero separa ciascuna scena dalla successiva. Pur originale la scelta di Lozano non può non infastidire. Preferendo focalizzare la sua attenzione su una storia chiusa ed introversa, esordisce con un cinema controcorrente e demodé. Frammentando la sceneggiatura in piccoli pezzi di pellicola, decostruisce la realtà in un puzzle concettuale fine a se stesso che si dichiara apertamente esercizio di stile forzato e innaturale la cui unica risultante è un freddo gioco di intenti falliti. Un’operazione che non convince più di tanto e che rivela una carenza di quei valori basicamente instabili che dovrebbe celarsi dietro la vera necessità di realizzare un film.
[marco catola]