Jonas,
meteorologo televisivo, viene richiamato nelle lande brasiliane
per la morte del padre, che lui non vede da quando era piccolo.
Fa da sfondo a questo suo viaggio la siccità cronica
del paese (immaginario) natio, Rocha Valley. Il padre è
stato ucciso e i parenti non hanno intenzione di seppellirlo
fino a quando Jonas non sarà arrivato per portare vendetta.
Ma questo Jonas non lo sa.
Nel viaggio per raggiungere il funerale farà degli strani
incontri, tra cui Soledad, regista di documentari alla ricerca
del santone che da quelle parti promette miracoli con l’acqua.
Inoltre i suoi tre amici partono a sua insaputa per portargli
supporto mortale, ma tra una sosta nel deserto e qualche spinello
si cacceranno nei guai. Tra sete di vendetta, Brasile infuocato,
santoni new age, si crea il connubio strano tra chi annuncia
la siccità e chi la vive veramente. Una specie di celebrazione
delle origini meticcie del paese, prima della modernizzazione.
Ha suscitato non poche irritazioni e molte critiche questo film
brasiliano, soprattutto in chi vi cercava una lettura documentaristica,
politica e di denuncia. Inutile cercarla, non c’è.
Solo la pretesa da parte del regista di accostare al viaggio
nel deserto, un viaggio esistenziale e nelle memoria, personale
e del paese. Lo scarto maggiore si ha nella lingua che, doppiata
o no, purtroppo non permette di capire umorismo e battute brasiliane.
[sara
lucarini]
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