Dopo
una lunga permanenza a New York, Zetterstrøm, pianista
di fama mondiale, torna nella natia Copenhagen per un concerto
di gala. Soffre di un fastidioso male che, soprattutto per un
perfezionista come lui, è intollerabile: non ha alcuna
memoria del proprio passato.
Quando, tornato nel luogo di nascita, viene contattato da un
emissario della misteriosa e invalicabile “Zona”
al centro della città, comincia a riprendere le fila
di ciò che si era lasciato alle spalle e che aveva causato
la sua fuga dal passato: l’amore per l’affascinante
Andrea.
Zetterstrøm vorrebbe ritrovare il proprio passato ma
la “Zona” non regala nulla… e per ricongiungersi
con la parte perduta di se, egli dovrà avventurarsi all’interno
del minaccioso e misterioso luogo proibito.
Viaggio nella memoria, passaggio iniziatico, racconto di formazione,
ma anche una storia d’amore su e per una città,
Copenhagen, venata da una fantascienza decadente alla Blade
Runner. Un viaggio sulla perdita della memoria, come in Memento,
memoria che è divenuta parte integrante di una città,
di una zona di questa, di un mondo a parte sospeso tra realtà
ed immaginazione.
Vincitore della Camera D’Or al festival di Cannes con
il suo primo lungometraggio Reconstruction
nel 2003, il regista-sceneggiatore Christoffer Boe costruisce
un anomalo thriller in cui gli elementi narrativi del genere
implodono su se stessi in un congelamento continuo della tensione
che a tratti sfiora la noia. Copenahgen è fotografata
attraverso immagini livide che se da una parte ne risaltano
la bellezza, dall’altra la destrutturano trasformandola
in un luogo più che fisico, psicologico.
[fabio melandri]
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