Allegro
id.
Regia
Christoffer Boe
Sceneggiatura
Christoffer Boe,
Mikael Wulff
Fotografia
Manuel Alberto Claro
Montaggio
Peter Brandt
Musica
Thomas Knak
Interpreti
Ulrich Thomsen, Helena Christensen, Svetoslav Korolev, Benedikte Hansen,
Ida Dwinger, Jon Lange, Signe Vaupel, Marie Høst
Anno
2005
Durata
87'
Nazione
Danimarca
Genere
drammatico
Distribuzione
Lady Film
Dopo una lunga permanenza a New York, Zetterstrøm, pianista di fama mondiale, torna nella natia Copenhagen per un concerto di gala. Soffre di un fastidioso male che, soprattutto per un perfezionista come lui, è intollerabile: non ha alcuna memoria del proprio passato.
Quando, tornato nel luogo di nascita, viene contattato da un emissario della misteriosa e invalicabile “Zona” al centro della città, comincia a riprendere le fila di ciò che si era lasciato alle spalle e che aveva causato la sua fuga dal passato: l’amore per l’affascinante Andrea.
Zetterstrøm vorrebbe ritrovare il proprio passato ma la “Zona” non regala nulla… e per ricongiungersi con la parte perduta di se, egli dovrà avventurarsi all’interno del minaccioso e misterioso luogo proibito.
Viaggio nella memoria, passaggio iniziatico, racconto di formazione, ma anche una storia d’amore su e per una città, Copenhagen, venata da una fantascienza decadente alla Blade Runner. Un viaggio sulla perdita della memoria, come in Memento, memoria che è divenuta parte integrante di una città, di una zona di questa, di un mondo a parte sospeso tra realtà ed immaginazione.
Vincitore della Camera D’Or al festival di Cannes con il suo primo lungometraggio Reconstruction nel 2003, il regista-sceneggiatore Christoffer Boe costruisce un anomalo thriller in cui gli elementi narrativi del genere implodono su se stessi in un congelamento continuo della tensione che a tratti sfiora la noia. Copenahgen è fotografata attraverso immagini livide che se da una parte ne risaltano la bellezza, dall’altra la destrutturano trasformandola in un luogo più che fisico, psicologico.
[fabio melandri]