Before It Had a Name
id.
Regia
Giada Colagrande
Sceneggiatura
Giada Colagrande,
Willem Dafoe
Fotografia
Ken Kelsch
Montaggio
Natalie Cristiani
Musica
Gyorgy Ligeti
Interpreti
Giada Colagrande, Willem Dafoe, Seymour Cassel, Emily McDonnell
Anno
2005
Durata
99'
Nazione
USA/Italia
Genere
drammatico
Distribuzione
Una giovane donna italiana, Eleonora, eredita dal suo defunto amante Karl, un’enigmatica casa rivestita di gomma nera nella campagna new yorkese. Ancora sconvolta dal recente lutto, va a vederla per la prima volta, per decidere cosa farne. Al suo arrivo incontra il custode Leslie, che la introduce ai segreti della casa e del passato oscuro di Karl.
Man mano che affiora la verità, la sua devozione per Karl si trasferisce su Leslie, che dalla morte del proprietario vive nella casa, sviluppando un rapporto morboso con questa. Eleonora diventa sempre più dipendente dall’uomo, che comincia a prendersi cura di lei come parte integrante della casa. I due diventano amanti. Vivendo una bellissima e pericolosa illusione, proveranno a cambiare il loro destino…
Opera seconda di Giada Colagrande, oggi moglie di Willem Dafoe con cui ha scritto la sceneggiatura, il titolo fa riferimento ad una trasmissione radiofonica americana che raccontava storie di cose ed eventi prima che avessero un nome. Il nome, racconta la regista, ha una forte rilevanza nella percezione e comprensione delle cose che ci circondano, spesso e volentieri imponendo loro una natura diversa e sempre più semplice e riduttiva della loro effettiva originale, misteriosa, incatalogabile.
Assunto filosofico interessante ma difficilmente traducibile in immagini attraverso un racconto coerente e compiuto. Ed infatti Before It Had a Name oltre a soffrire di un’apatica recitazione della regista-attrice, incredibilmente inespressiva e monocorde, subisce una sceneggiatura senza capo ne coda, risolvendosi in una torbida storia d’amore e sesso che lascia ampi spazi all’ilarità grazie a trovate imbarazzanti e gratuite (la sequenza del tampax che Dafoe estrae alla moglie-regista prima di leccarle la vagina in fase mestruante) ed a dialoghi idioti e surreali (sei tutta bagnata – ho un rubinetto che perde – arriva l’idraulico con il suo attrezzo) che se non li si è realmente ascoltati sono difficili a credersi. Travolto nell’idiozia generale l’ex attore Dafoe, la cui presenza in un tale allucinante pasticcio è dato, ci auguriamo, dalla cecità in cui è caduto per colpa dell’amore.
[fabio melandri]